i tre referendum sul Consiglio Superiore della magistratura, ammessi, ma speriamo che non li voteremo comunque – 68

per un giudizio su tre dei sei quesiti da referendum promossi congiuntamente da Radicali e Lega, quelli che riguardano il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), e che rientrano tra quelli che la Corte Costituzionale ha ammesso, respingendone uno solo, continuo a vivere di rendita sfruttando in parte un altro post già scritto mesi fa, nel giugno dell’anno scorso, referendum Radicali e Lega contro le leggi contro la corruzione – 248,

anticipo subito che sono tre quesiti di lana caprina, e quindi non mi offendo se i miei lettori abituali, arrivati qui, molleranno la presa.

il principale motivo di interesse, per me, sta piuttosto nel fatto che la Corte Costituzionale li ha ammessi! ha subito negato il criterio che aveva appena adottato per respingere il referendum sulla responsabilità civile personale diretta dei magistrati!

si tratta infatti di referendum fasulli che non abrogano realmente nulla, ma ritoccano leggi esistenti cancellando qualche parolina qua e là.

ritiro dunque i giudizi positivi dati ieri sulla svolta della Corte Costituzionale, nel rifiutare referendum di questo tipo, che invece non c’è stata; l’argomento è stato usato strumentalmente per respingere un referendum che dava fastidio alla magistratura, ma non è affatto diventato un criterio generale coerente per respingere referendum impropri, assurdi e strumentali.

. . .

quanto costa un referendum? circa 300 milioni di euro.

e nel valutare i quesiti proposti, i consigli regionali governati dalle destre che li hanno proposti non potevano tenere conto di questi costi?

questi sono pronti a mobilitarsi e mobilitare lo stato per quesiti di questo genere, ma poi tacciono, anzi cercano di fare ostruzionismo sui diritti civili reali dei cittadini, su una legge europea sul fine vita o contro le discriminazioni sessiste o la depenalizzazione delle droghe leggere; in che sistema politico viviamo…

e la nostra Corte Costituzionale non può valutare anche questo onere di spesa e il fastidio dei cittadini di essere chiamati a votare su questioni che non conoscono e che sono semplicemente spesso degli sfizi di qualche particolare gruppo di pressione?

ma purtroppo l’astensione può far decadere il referendum, ma non evita la spesa per svolgerlo.

sarebbe il caso che allora che pensasse il governo ad eliminare sprechi di questo genere, eliminando per decreto le leggi che questi tre referendum vorrebbero ritoccare.

speriamo che la brutta riforma Cartabia serva almeno a questo e che su questi tre quesiti non si debba neppure votare.

. . .

comunque entriamo nel merito. . . .

.1. inizio da un primo quesito, effettivamente abrogativo, ma di una quisquilia: il fatto che attualmente nei Consigli Giudiziari di Distretto, che esprimono dei pareri al Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), ci sono a volte due avvocati, a volte qualcuno di più, che su certe questioni non votano e si vorrebbe invece che votassero su tutte.

metto il testo del quesito in fondo, con un’analisi di dettaglio.

l’idea che anche questi due o tre avvocati dicano anche loro il loro parere in un organismo che comunque non può decidere nulla, perché le decisioni le prende comunque il CSM, credo che non sconvolgerebbe nessuno.

ma insomma questa cosa non si può sbrigare in Parlamento? si muovano, cribbio.

l’idea di chiamare 40 milioni di italiani a votare per far votare avvocati e professori universitari su tutto nei Consigli Giudiziari consultivi può nascere solo da una mente fuori dalla realtà.

. . .

2. un secondo quesito sembra che si concretizzi in quella che viene chiamata la separazione delle carriere, cioè introdurrebbe il divieto che un magistrato, una volta diventato Procuratore, cioè inquirente e d’accusa, possa, nel seguito della sua carriera, diventare magistrato giudicante e viceversa.

si dice che il quesito introdurrebbe appunto la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, ma non è vero, perché per farlo occorrerebbe cambiare la Costituzione; non potendolo fare a livello di principio si accontenta di fare a livello pratico una separazione delle funzioni giudicanti e requirenti, cancellando del tutto le possibilità di passare da una funzione all’altra durante la carriera.

(attualmente questo è possibile per quattro volte, ma già con la riforma Cartabia in discussione i passaggi diventano solamente due).

ovviamente, se questa riforma viene approvata, anche il referendum decade, dato che la legge che propone di abrogare (ma in realtà di ritoccare) verrebbe a cadere.

francamente neppure qui capisco come questo quesito possa essere stato accettato, visto che quello sulla responsabilità civile diretta dei magistrati non è stato ammesso perché produceva di fatto una nuova legge ritagliando la precedente; e questo quesito non fa altrettanto?

posso comunque dire che sulla questione non ho opinioni precise?

e di nuovo non potrebbe essere il Parlamento a decidere se un magistrato giudicante può passare a fare il Procuratore quattro volte, due volte o nessuna, o viceversa, nel corso della sua carriera?

occorre che la decisione venga presa da 40 milioni di ignoranti sulla questione, come sono io?

. . .

3. un terzo quesito abrogherebbe l’obbligo per un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per presentare la propria candidatura al Consiglio Superiore della Magistraturae potrebbe candidarsi anche senza nessuna firma di appoggio.

questa volta non sto neppure a dare i riferimenti perché mi sono rotto; immagino i miei lettori…

. . .

e non so quanti consigli regionali governati dalle destre hanno deciso di fare spendere 300 milioni allo stato italiano per decidere queste tre caxxate?

anzi, per non farle neppure decidere, perché sarei davvero meravigliato se la maggioranza degli elettori andasse a votare su questioni simili…

ne tenessero almeno conto gli elettori al momento di votare di nuovo alle elezioni regionali…

ah, ma no, che sciocco che sono: li si chiama a votare per ben altro: la ciccia vera sono i due ultimi referendum ammessi: quello sulla carcerazione preventiva e per l’abrogazione della legge Severino contro la corruzione politica.

ne parleremo domani e dopodomani.

. . .

ed ecco i riferimenti e gli approfondimenti sui primi due di questi tre referendum.

referendum CSM n. 1, in questo post:

Volete voi che sia abrogato l’art. 16 (Composizione dei consigli giudiziari in relazione alle competenze) del Decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 che reca “Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lett. c) della legge 25 luglio 2005 n. 150″?

si abrogherebbe questo comma dell’Art. 16 della legge citata: Composizione dei consigli giudiziari in relazione alle competenze. 1. I componenti designati dal consiglio regionale ed i componenti avvocati e professori universitari ((. . .)) partecipano esclusivamente alle discussioni e deliberazioni relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e), facendo in modo che avvocati e professori universitari che fanno già parte dei consigli giudiziari vi abbiano anche pieno diritto di voto.

di che cosa si occupano questi Consigli Giudiziari Distrettuali? non lo so e devo andare ad informarmi in rete:

Sono costituiti presso ciascun distretto di Corte d’Appello, con un numero di membri variabile in funzione del numero complessivo di magistrati in servizio nel distretto e durano in carica 4 anni. Sono composti dal Presidente della Corte d’Appello, che li presiede, dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello, da magistrati con funzioni giudicanti, magistrati con funzioni requirenti, votati da tutti i magistrati del distretto, uno o più professori universitari in materie giuridiche, nominati dal Consiglio universitario nazionale su indicazione delle facoltà di giurisprudenza del territorio di competenza, due o più avvocati (art. 9 d.lgs. n. 25 del 2006), con almeno 10 anni di anzianità nella professione, nominati dal Consiglio nazionale forense su indicazione dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati del distretto.

Vigilano sul corretto funzionamento degli uffici del distretto, segnalando eventuali disfunzioni al CSM e al Ministro della Giustizia ed esprimono pareri al Consiglio Superiore della Magistratura su varie questioni, tra cui le tabelle di composizione degli uffici, i criteri di assegnazione dei magistrati alle sezioni e dei procedimenti ai singoli magistrati, le valutazioni di professionalità dei magistrati, il trattenimento in servizio o la cessazione dall’impiego dei magistrati, l’incompatibilità dei magistrati, gli incarichi extragiudiziari dei magistrati, il passaggio di funzioni dei magistrati, le attitudini al conferimento di incarichi direttivi o semi-direttivi, o su altre questioni che il CSM propone loro; si occupano infine anche dei magistrati onorari (i Giudici di Pace), ma sempre con pareri e proposte.

sulle questioni che riguardano direttamente i giudici i due o più avvocati finora non votano.

. . .

referendum CSM n. 2, in questo post:

ecco l’estratto del testo del quesito, l’estratto, notate bene, perché il quesito originale è lungo pagine (ma quelli che l’hanno scritto non avevano di meglio da fare?):

Volete Voi che siano abrogati: il r.d. 30 gennaio 1941, n. 12, di approvazione dell’“Ordinamento giudiziario” nel testo allegato al medesimo regio decreto e altresì risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 192, comma 6, limitatamente alle parole: “, salvo che per tale passaggio esista il parere favorevole del consiglio superiore della la magistratura”; la l. 4 gennaio 1963, n. 1 (….) nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 18, comma 3: “La Commissione di scrutinio dichiara, per ciascun magistrato scrutinato, se è idoneo a funzioni direttive, se è idoneo alle funzioni giudicanti o alle requirenti o ad entrambe, ovvero alle une a preferenza delle altre”; il d. lgs 30 gennaio 2006, n. 26 (…) nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: Art. 23, comma 1, limitatamente alle parole: “nonché per il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa”; il d. lgs. 5 aprile 2006, n.160 (….), della legge 25 luglio 2005, n. 150) nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 11, comma 2, limitatamente alle parole: “riferita a periodi in cui il magistrato ha svolto funzioni giudicanti o requirenti”; art. 13, relativamente alla rubrica del medesimo, limitatamente alle parole: “e passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa”; art. 13, comma 1, limitatamente alle parole: “il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti”; art. 13 comma 3: “3. Il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, non e` consentito all’interno dello stesso distretto, ne´ all’interno di altri distretti della stessa regione, ne´ con riferimento al capoluogo del distretto di corte di appello determinato ai sensi dell’articolo 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al presente comma può essere richiesto dall’interessato, per non più di quattro volte nell’arco dell’intera carriera, dopo aver svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella funzione esercitata ed è disposto a seguito di procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del consiglio giudiziario.

in verità mi ero rifiutato di studiarmelo nei dettagli a giugno 2021 e mi rifiuto anche ora…

. . .

referendum CSM n. 3.

non pervenuto, lasciamo pure perdere.

3 commenti

  1. È assurdo che questioni del genere siano sottoposte a referendum. Io sinceramente rivedrei anche la possibilità di sottoscrivere on line, un clic e via, così si raccolgono tante firme ma si è più consapevoli? Non credo. Abolire il fatto di dover avere almeno 25 firme a sostegno per concorrere al CSM… ma chi cacchio lo sa se è meglio o peggio? A me ad esempio viene in mente che la ricerca di consenso potrebbe essere una cosa positiva. Ma comunque, chi se ne frega? A me interessa che i processi si facciano velocemente, che i tribunali abbiano mezzi e personale, che non si continui a fare in modo che chi riesce a tirarla più in lungo vincerà…

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    • sulla sottoscrizione online, quindi, sei d’accordo con Amato, che ha fatto le stesse osservazioni in conferenza stampa .

      certo, la pandemia con le sue limitazioni, ha giocato un ruolo in questo momento; diciamo anche che la firma online rappresenta un notevole risparmio di spesa.

      mi viene in mente una soluzione alternativa: se un referendum costa 300 milioni di euro e per indirlo occorrono 500mila firme, perché non metterne il costo a carico dei sottoscrittori, almeno parzialmente? troppo caro, dici?
      ma se ognuno di quelli che firmano sapesse che sta chiedendo allo stato di spendere 300 milioni di euro, cioè 5 euro per ogni italiano, e a chi firma si chiedesse un contributo simile giusto per fargli toccare con mano che cosa sta facendo? ovviamente 5 euro rimborsabili nel caso di vittoria…
      però come funzionerebbe per i consigli regionali? direi che anche loro dovrebbero contribuire in relazione agli abitanti che hanno: se 10 milioni di lombardi vogliono un referendum sulle 25 firme per candidare un giudice al CSM e il referendum costa 300 milioni per 60 milioni di italiani, allora il Consiglio Regionale che firma, stanzi anche 10 milioni di euro per farlo (sempre rimborsabili se poi il referendum passa, eh?).

      un ceto politico che promuove referendum del genere appare totalmente auto-referenziale e si occupa soltanto di quello che può avere attinenza con i suoi privilegi…

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      • In Svizzera di referendum ne fanno continuamente; io penso che per certe questioni però ci vogliono delle competenze che il cittadino “normale” non ha.
        Sull’on line sono contrario assolutamente, specialmente in questo momento storico di gente già rimbecillita dai social; anche quando ci sono le migliori intenzioni, come le sottoscrizioni di appelli, spesso si firma così, a simpatia.
        Che i referendum abbiano un costo devono tenerlo a mente i legislatori, che devono accogliere quanto di buono può esserci nelle proposte… in questo caso specialmente sui referendum sulla giustizia metà governo è favorevole, che se la sbrighino tra di loro, perché ci vengono a rompere le scatole a noi? “Giustizia giusta…” slogan slogan, da trenta anni fanno slogan perché hanno sempre cercato di piegare la giustizia agli interessi di pochi (spesso di uno). Se la cantano e se la suonano, e noi dobbiamo pure applaudire? Ma vadano a farsi f..riggere.

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