Pertica Alta e il PNRR in Val Sabbia! – 107

1. premessa: il Next generation Eu nel nuovo critico quadro mondiale.

il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è il progetto definito dal governo Draghi per gestire i fondi di Next generation Eu, un immane stanziamento europeo di 2.018 miliardi di euro in tutta l’Unione per un rilancio economico dopo le devastazioni provocate dalla pandemia covid (che peraltro non è certo che sia finita).

la guerra sul campo in corso dell’Occidente con la Russia e quella economica contro il resto del mondo pare assegnare all’Europa il ruolo predestinato di vittima sacrificale, scelta in modo convergente sia dall’America che dai suoi nemici.

è in via di realizzazione un grande progetto mondiale di ristrutturazione sociale ed economica che pone termine all’utopia di una globalizzazione convergente per lo sviluppo condiviso.

il riscaldamento globale provocato dallo sviluppo economico attuale dimostra che quella globalizzazione non è praticabile; si sta entrando in una nuova epoca che sarà caratterizzata dalla competizione per la divisione delle risorse planetarie e una distribuzione diversa di un benessere inevitabilmente declinante, almeno per noi europei.

come detto, rappresentiamo in questo momento la prima vittima designata: siamo il cappone grasso, un’area privilegiata di diritti individuali e sociali e di libertà, la patria dello stato sociale e di una visione umanitaria e pacifista della storia: tutti cascami del passato, che non siamo in grado neppure di difendere, sia per un’economia troppo ricca, ma dipendente dall’esterno dal punto di vista energetico e delle materie prime, sia per la subordinazione militare agli Stati Uniti.

ci tocca la parte del tacchino ingrassato in vista del Natale e pare troppo tardi per correre ai rimedi: ci attende un rapido declino simile a quello della Serenissima Repubblica di Venezia alla fine del Settecento, quando il mondo di allora divenne improvvisamente turbolento e attraversato da cambiamenti rivoluzionari, che la tradizionale diplomazia non era più in grado di controllare.

l’esito allora fu la spartizione della Repubblica fra ovest ed est, cioè Francia e Impero d’Austria; oggi, probabilmente, sarà la spartizione dell’Europa fra USA e Russia.

con la lotta in corso la Russia tende a recuperare il controllo politico dell’Europa Orientale e a distruggere l’Unione Europea, che non vedo in buona salute e che ha troppi nemici, prima di tutto al suo stesso interno

dovrebbe essere invece difesa come un sol uomo, nonostante tutte le sue fragilità, debolezze e contraddizioni, ma la seppelliranno per primi i suoi contestatori interni, che già stanno cercando di logorarla da anni, non consapevoli – quando non direttamente finanziati dai nostri avversari – che l’unica alternativa sarà il nostro pratico asservimento a uno dei grandi imperi mondiali (America e Cina) o più probabilmente ad entrambi, dopo adeguata spartizione.

ri-attribuzione di una parte dell’Europa alla Russia, come longa manus della Cina; per non parlare del rischio di una ripresa della presenza turca, almeno nelle aree balcaniche di religione islamica: Albania, Kosovo, Bosnia.

. . .

ancora ignara, solo qualche mese fa, di questo presente tumultuoso, l’Unione Europea ha previsto col Next generation Eu un enorme stanziamento a debito ispirato alla sua mission tradizionale di patria mondiale di un mondo buono e politically correct.

ha deciso di investire per il proprio futuro in digitalizzazione, salute, transizione ecologica, parità di genere e superamento delle discriminazioni basate sul sesso, riforme civili e modernizzazione degli apparati statali.

un piano che pare già traballare, travolto da due pericoli: oltre a quello già detto della fine della globalizzazione, una ripresa della pandemia in nuove varianti.

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2. il PNRR: Lombardia, Val Sabbia, Pertica Alta.

ma, venendo comunque alla realizzazione in corso, uno dei modi nei quali il governo italiano ha pensato di realizzare questi obiettivi nel nostro paese è stata l’individuazione di un comune particolarmente in crisi, per ogni Regione italiana, e di farvi massicci investimenti per modificarne la condizione.

trascuriamo che le Regioni italiane vanno dai 100mila abitanti della Valdaosta ai 10 milioni di abitanti della Lombardia, e dunque vi è qualcosa di strutturalmente ingiusto nel progetto, ma veniamo alla Regione Lombardia, che ha scelto, come proprio comune di intervento privilegiato, Pertica Alta, sul versante occidentale della Val Sabbia.

gli ha destinato investimento per 20 milioni di euro, che sono una bella botta per un territorio che conta poco più di 500 abitanti, praticamente dimezzati da un inarrestabile declino demografico dal 1880 in poi.

sono distribuiti in sei frazioni: Livemmo, sede del Comune, della parrocchia e della biblioteca, Belprato, Lavino, sede delle scuole materna ed elementare, Noffo, Navono ed Odeno.

nel blog e sul mio canale Youtube mi sono occupato di alcuni di questi paesini a varie riprese (termine usato non a caso) e in fondo metto una succinta serie di link.

il sindaco di Pertica Alta è anche il Presidente della Comunità Montana della Valle Sabbia, Giovanmaria Flocchini, della Lega, che ha sostituito in meglio precedenti esperienze della Comunità ispirate a Forza Italia e concluse malamente; è peraltro un’ottima persona, che esprime più che altro di questo partito la valorizzazione della tradizione fortemente autonomistica di questo territorio.

ma solo i più maliziosi vedranno una connessione tra le due cose; il vostro blogger vi vede invece ironicamente la conseguenza necessaria del fatto che un progetto europeo per la resilienza non poteva che premiare la valle che da tempo si definisce appunto resiliente: http://attivaree.fondazionecariplo.it/it/valli-resilienti/il-progetto.html.

da tempo, in questo contesto, si prevede anche la costruzione di una pista ciclabile che la attraversi la valle e che è già in via di definizione.

. . .

3. il progetto del Comune di Pertica Alta.

ovviamente a questo punto interessa a tutti capire come è strutturato il progetto che è stato premiato e come verrà investita questa somma oggettivamente ingente. ne parlo con l’amica Michela Capra, antropologa che lavora al Museo Etnografico di Montichiari e da tempo ha scelto di vivere almeno a part time, proprio in questa parte alta della valle, dove trova il contatto con una natura ancora non completamente raggiunta dalla trasformazione consumistica del territorio; qui l’abbandono in corso produce, per paradosso, il ritorno dell’orso, del lupo e recentemente persino della lince, da poco avvistata nelle fototrappole, in un’area che arriva a congiungersi con quella forse ancora più impervia dell’Alto Garda bresciano.

Michela, che da tempo si occupa del destino sociale ed economico di queste zone di montagna, è un ricco tesoro di idee e di proposte innovative; spero che qualcuno la coinvolga in qualità di esperta; sono ancora in tempo.

io sono più realistico, e quindi anche più disincantato: le ricordo che il progetto esiste già e non ci si potrà scostare dalle linee generali che già lo definiscono; sono anche un pochino critico nei riguardi di una scelta che assomiglia ad un fiore all’occhiello isolato.

infatti ritorno ad alcune idee fondamentali che ritengo essenziali per combattere lo spopolamento di queste montagne:

precisi sgravi fiscali con la riduzione di IRPEF ed IVA,

una riduzione sostenuta dallo stato del prezzo dei carburanti in loco, considerando che vi sono comuni perfino a 30 km dal punto di distribuzione commerciale o dal luogo di lavoro più vicino,

la messa in rete delle strutture scolastiche,

lo sviluppo e la gratuità della rete internet,

contributi mirati alle attività economiche locali, agricole e artigianali, e in particolare all’allevamento nei pascoli,

forme di sostegno al turismo ecosostenibile e alternativo ai modelli di massa,

lo sviluppo di percorsi pedonali e ciclistici attrezzati,

l’incentivazione di attività sportive in loco, come le palestre di roccia o il volo in deltaplano,

la valorizzazione del patrimonio storico della zona, come le vecchie miniere abbandonate o i forni fusori, ma anche le fortificazioni militari legate ai vecchi confini statali;

insomma un disegno globale per l’evoluzione di queste zone verso un modello di vita fortemente innovativo, di contatto con un ambiente naturale valorizzato nelle sue potenzialità ecologiche, che potrebbe esercitare il suo fascino anche verso quote almeno delle nuove generazioni, il cui reinsediamento qui è la chiave del futuro.

. . .

ma come è strutturato il progetto elaborato dal Comune di Pertica Alta e scelto dalla Regione?

la stampa locale fornisce qualche notizia:

la posa del teleriscaldamento con una caldaia centrale a biomasse al servizio di edifici pubblici e privati di Livemmo, il borgo sede del Comune e più popolato, con circa 200 abitanti;

la riqualificazione degli spazi di pubblico utilizzo con la pavimentazione di vie e piazze attorno al centro storico di Livemmo;

il recupero e la ristrutturazione dell’ex municipio, che verrà destinato ad area centrale del progetto «Albergo diffuso»;

l’acquisto, il recupero e la ristrutturazione di un immobile abbandonato e aree esterne circostanti, un tempo destinato ad attività artigianale, che diverrà area per attività culturali, turistiche e divulgative e spazio per l’arte; da tempo del resto il borgo dipinto di Belprato è la sede di una straordinaria esperienza annuale di pittori che ne stanno facendo un eccezionale museo all’aperto (si vedano i post fotografici citati in fondo)

un intervento sull’antico forno fusorio livemmese;

la sistemazione dell’area verde della pineta;

la creazione di percorsi ciclopedonali: Livemmo-Odeno, Livemmo-Belprato, Livemmo-Forno fusorio e Livemmo-Malga Valsorda.

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la mia perplessità principale, a quel che sento condivisa, riguarda la centrale a biomasse, che comporterà un intenso traffico per trasportarle, dato che non credo che il territorio sia in grado da solo di produrne il necessario; e la mia domanda è perché non sia stata valorizzata, piuttosto, la produzione di energia con fonti rinnovabili decentrate, a pannelli solari o energia eolica: insomma, questa soluzione mi appare già vecchia prima di nascere.

il resto del progetto appare condivisibile e coincide con alcune delle linee di intervento che avevo prospettato sopra da un punto di vista personale.

tuttavia temo che queste belle iniziative possano avere vita difficile senza quel quadro nazionale di intervento a favore delle zone montane di spopolamento che ho accennato all’inizio e che sono una delle grandi occasioni perdute del PNRR, a mio parere.

sul progetto di Pertica Alta incombe un rischio simile a quello che ha messo in crisi la bella esperienza della Biblioteca di Vobarno?

esprimo questi dubbi non con l’intenzione di criticare negativamente una prospettiva che ha molti aspetti positivi, ma per contribuire con la riflessione a migliorarlo, se ancora possibile.

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ma questi sono soltanto alcuni primi spunti che sarebbe bello che qualcuno riprendesse anche in loco.

se ci sarà tempo e vita continuerò a seguire l’andamento del progetto.

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Pertica Alta nel mio canale Youtube:

Carnevale Livemmo 2018

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Pertica Alta nel mio blog:

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Pertica Alta nelle mie foto sul blog:

https://corpus2020.wordpress.com/?s=Barbaine

https://corpus2020.wordpress.com/?s=Belprato

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Un commento

  1. ricopio qui uno scambio di messaggi su questo post ricevuti via whatsapp:

    MC: Ottimo pezzo. Le tue perplessità (che stanno diventando anche le mie) paiono condivise da chi di montagna si occupa da tantissimo tempo come il sito Ruralpini del prof. Michele Corti. Ti giro le sue riflessioni
    http://www.ruralpini.it/Lotteria-PNRR.html
    Che ne dici del pezzo del Corti? Lo trovo tutto condivisibile

    io: È molto duro. Ha ragione, ma il tono che usa lo fa sembrare ideologico. Ripeto che ha ragione nella sostanza, però.

    MC: Sì, lui è ideologico. Però ha sostanzialmente ragione

    io: Sono interventi che fanno terra bruciata

    MC: Che peccato. Son tutti soldi che le generazioni future dovranno tornare. Come? Svendendo l’Italia e il suo bellissimo patrimonio artistico e paesaggistico. Il piano mi sembra chiaro.

    io: Ecco, questo invece è proprio il punto che non mi convince. Quanto meno non è dimostrato. Ma è un discorso globale sul PNRR, che non ho voluto affrontare.

    MC: Quei soldi però andranno cmq restituiti e se non hanno portato ritorno economico che sia strategico e sul lungo periodo non saranno serviti a molto…

    io: Si, giusto. Non tutti, ma una quota importante. Ma è anche vero che una stasi economica impedisce comunque di restituire anche soltanto i debiti che ci sono già e che sono immensi. Siamo in trappola da tempo.

    MC: Già…

    io: Il problema poi è universale, chi più chi meno. Viviamo da tempo nell’economia mondiale del debito crescente.

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