ancora su Hitler e Zelensky ebrei – 176

ahimè, eccoci alle prese con i cortocircuiti mentali di pregiudizi ben alimentati mediaticamente.

. . .

1. se qualcuno è un ebreo, non può essere un nazista.

e perché mai?

perché il nazismo è stato anti-semita.

vero; ma non potrebbe esistere un nazismo filo-sionista, invece?

anzi, non ce l’abbiamo continuamente sotto gli occhi?

le destre europee filo-naziste non sono anche filo-sioniste?

il sionismo, così diffuso tra gli ebrei di Israele e non solo, non è una forma di razzismo, che considera inferiori gli arabi e più in generale anche gli altri popoli, esattamente come il nazismo antisemita?

chi era nemico della Germania nazista e del nazismo tedesco era automaticamente anche antinazista in generale?

ma non possono esserci guerre tra filo-nazisti di diverse nazioni, che si combattono fra loro, ciascuno in nome della superiorità del proprio gruppo?

come appunto l’attuale tra russi e ucraini? (anche se gli ucraini restano gli aggrediti).

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2. sei ebreo, quindi automaticamente vittima.

bella questa, solo perché gli ebrei sono riusciti a monopolizzare l’olocausto.

loro avevano la stella gialla, ma hanno fatto dimenticare che gli internati erano anche zingari (triangolo marrone), omosessuali maschi (triangolo rosa), asociali (triangolo nero), testimoni di Geova (triangolo viola), comunisti e altri oppositori politici (triangolo rosso), bene distinti nei campi con questi diversi simboli. e questi poi potevano anche combinarsi fra loro, creando diverse sotto-categorie.

. . .

3) che Hitler fosse ebreo è una solenne sciocchezza: vero, ma perché?

che avesse avuto un nonno ebreo è abbastanza probabile, visto che che nel patrimonio genetico dei sopravvissuti della sua famiglia ci sono marcatori genetici tipici di gruppi ebraici, e il suo avvocato, poi impiccato a Norimberga, affermò di averne trovato le prove nel 1930: e l’origine sarebbe stata in un ricco ebreo, nella cui casa di Linz la nonna paterna di Hitler aveva lavorato, a 17 anni, prima di restare incinta.

quindi Hitler lo ha anche saputo, almeno da quel periodo.

la cosa però non ha avuto la minima influenza sulla sua formazione, in precedenza, se suo padre non glielo ha detto, cosa che mi pare altamente improbabile, anche ammettendo che lo avesse saputo; l’unica che avrebbe potuto dirglielo era sua nonna paterna, Maria Anna Schicklgruber, ma era morta quarant’anni prima che lui nascesse!; certo Hitler ha saputo, però, fin da bambino, di non avere un nonno paterno; ma a quanti succede, semplicemente perché era già morto, quando sono nati loro?

da quando lo ha saputo, se questo è avvenuto soltanto all’inizio degli anni Trenta, il suo odio per gli ebrei può avere assunto una componente edipica; altrimenti questa radice era più antica, ed è peraltro ampiamente documentato il suo conflitto col padre.

ma più in generale occorre fare riferimento al suo bisogno nevrotico di assimilarsi con la normalità comune, e di nascondere le proprie devianze, manifestando odio per loro.

così fece anche per nascondere la propria omosessualità che aveva vissuto soltanto da marchettaro a Vienna da giovane, quando viveva di espedienti, più che di acquarelli, ma poi rinnegò completamente, giungendo a far eliminare i possibili testimoni di questa fase della sua vita.

insomma, siamo con Hitler di fronte ad un culto del conformismo furioso, nevrotico, ma quasi psicotico, che si trasforma in una repressione isterica anche della sua gestualità, che tuttavia manifesta chiaramente i segni della checca inibita.

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4. ma, torniamo alla domanda che cosa significa essere ebrei:

significa avere certi tratti di cromosomi oppure avere ricevuto una formazione culturale ebraica? o anche soltanto avere ricevuto tratti caratteristici almeno parziali di quella cultura?

insomma, l’etnia è un fatto fisiologico o culturale?

solo i razzisti possono rispondere: la prima che hai detto.

ma su questa linea è tutto il dibattito confuso in corso in Italia, con le dichiarazioni maleodoranti di ignoranza perfino del nostro draghesco capo del governo.

la mescolanza genetica di gruppi differenti è un fatto normale nella vita dell’umanità.

anche l’appartenenza a diversi gruppi etnici o religiosi lo è.

è razzista, e quindi potenzialmente nazista, un paese che per comune consenso considera ebreo chi ha avuto soltanto un nonno ebreo, che peraltro non riconobbe il figlio e non ebbe alcun ruolo mai nella sua educazione, visto che questo crebbe affidato soltanto alla madre, tipicamente tedesca, ma forse piuttosto austriaca, o quasi.

quindi, chi considera Zelensky o Hitler ebrei solo perché hanno avuto una discendenza in parte da questo gruppo, è un razzista.

e chi considera gli ebrei di oggi automaticamente delle vittime, per il fatto di essere ebrei in senso genetico o culturale, è semplicemente un cretino.

vi piace questa?

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a margine, mi vedo costretto a segnalare un articolo di Maurizio Belpietro, sul quale, purtroppo, mi trovo completamente d’accordo.

qualcuno dovrà pure spiegarmi come mai la destra italiana riesce ad essere contemporaneamente la più ottusamente bellicista (Meloni e a strizzare anche l’occhio al pacifismo.

solo fuciLetta riesce nell’impresa idiota di cancellare la tradizione pacifista di sinistra e cattolica e a contendere a Fratelli d’Italia il premio per il più filo-NATO bellicista fra i due.

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ecco comunque l’articolo di Belpietro, da sottoscrivere completamente:

https://www.laverita.info/mattarella-kiev-ripete-copione-kosovo-2657236397.html

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