se sono ubriaca, non sono violentata? se sono ubriaco, non sono molesto? Giustizia? roba da maschi – 271

avere un rapporto sessuale con una ragazza alterata dall’alcool non è, SEMPRE, una volenza sessuale?

dovrebbe esserlo, aldilà di ogni giudizio sul buongusto erotico di una scelta del genere… una persona ubriaca non è in grado di esprimere né consenso né dissenso.

però il giudice dell’appello che ha assolto l’autore del gesto, non ha tenuto conto neppure del fatto che la ragazza aveva chiaramente espresso il suo No: non importa, era ubriaca, e poi “non ha chiuso la porta: lo ha indotto a osare”.

la parola osare non è la più adatta per la penetrazione sessuale di una che dice di no, anche se con l’alito che sa di alcool.

. . .

che bella sentenza: è come dire che le persone ubriache si possono violentare sempre, se non chiudono la porta.

ma vogliamo anche ammettere che questa sia un’attenuante, anziché un’aggravante?

allora l’alcool nella vittima può diventare il passepartout di un’assoluzione completa?

il nostro Codice Penale punisce come violenza sessuale qualunque atto sessuale imposto, anche soltanto abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto? artt. 609 bis e seguenti; quel giudice lo non sa?

. . .

a proposito di alcool e violenze sessuali…: intanto si è chiusa anche la vicenda delle presunte molestie subite da alcune donne alla manifestazione nazionale degli alpini di Rimini di due mesi fa.

e dico presunte molestie non perché dubiti dei fatti, ma perché in campo sessuale il nostro Codice Penale punisce come violenza sessuale qualunque atto sessuale imposto, senza distinguerne la natura, e consente solo di graduare la pena prevista tra i 5 e 10 anni.

quindi se qualche alpino ubriaco avesse palpeggiato una donna schifata, la violenza sessuale sussisterebbe; se invece le ha solo rivolto dei pesanti complimenti sgraditi, il reato è quello di molestia (non necessariamente sessuale), art. 660 del Codice Penale, da intendere, secondo la Cassazione, come un atteggiamento di arrogante invadenza e di intromissione continua ed inopportuna nell’altrui sfera di libertà.

. . .

vi era stata in questa occasione una denuncia soltanto, di una ragazza, che, col supporto della testimonianza di un’amica, affermava di essere stata seguita, accerchiata, strattonata per un braccio e molestata verbalmente con frasi dall’esplicito riferimento sessuale da tre alpini: molestie generiche, dunque (arresto fino a sei mesi o ammenda fino a euro 516), e non violenza sessuale (reclusione da sei a dodici anni).

la denuncia è stata archiviata, per l’impossibilità di individuare dei responsabili, e non perché il fatto non sia avvenuto.

. . .

L’Associazione nazionale alpini, così come i presidenti delle sezioni bresciane, si erano subito professati pronti a condannare gli eventuali colpevoli e ad eliminare le eventuali «mele marce» dalla propria associazione. ma evidentemente nessun alpino si è fatto avanti ad indicare gli autori della molestia, né tantomeno loro si sono autodenunciati.

bella ipocrisia o omertà di gruppo…; come mai?

o perché episodi simili sono stati più d’uno – ma non era il caso di denunciarli tutti, allora?

oppure perché l’omertà verso comportamenti simili attraversa tutto il corpo. per non dire, poi, come avrebbe detto forse il giudice del primo caso, che quegli alpini erano ubriachi.

dunque non solo violentabili, semmai, ma anche legittimati a violentare.

. . .

benvenuti nella Repubblica Alcoolica Italiana, dove l’alcool giustifica tutto e tutti, anziché peggiorare la valutazione del fatto, ma soprattutto a favore dei maschi.

i maschi si possono ubriacare, perché questa è un’attenuante per loro se fanno delle cavolate (però no, se guidano; allora diventa un reato di per sé); le donne no, non sta bene, e se si sbronzano diventano violentabili gratis.

. . .

sulle molestie alla sfilata degli alpini di Rimini: Mi son alpin, me piase ‘l vin – 190

8 commenti

    • no, aveva i jeans, a quanto risulta, e lui glieli ha tolti con una violenza tale, da rompere la cerniera.
      ma, secondo quel giudice, voglioso di assolvere, la cerniera era PROBABILMENTE di cattiva qualità e si è rotta praticamente da sola.

      Piace a 1 persona

      • I jeans mi hanno fatto venire in mente un’altra sentenza che diceva che siccome la donna indossava i jeans non poteva essere stata violenza perché per toglierli doveva esserci stata per forza complicità. Non tutti i giudici sono a posto…

        "Mi piace"

        • nella follia di entrambe le sentenze, quella che citi è almeno un po’ meno folle di questa.
          però certamente dimostra che per certi giudici italiani è talmente immorale per una donna portare i jeans, o comunque non avere una gonna di lunghezza regolamentare, da essere, di per se stesso, un invito allo stupro, come l’ubriachezza; quando poi si sommano le due istigazioni della donna a violentarla (jeans/minigonna e ubriachezza) non si può che assolvere il povero maschio molestato.

          però io mi domando se, dopo una sentenza simile, quando sarà stata ribaltata in Cassazione come spero e credo, quel giudice possa restare al suo posto a fare danno per gli anni futuri.
          dovrebbero esserci delle possibilità di destinarlo a ruoli amministrativi, riducendogli lo stipendio.
          ma naturalmente questo in Italia aumenterebbe il potere dei giudici che danno i numeri, perché diventerebbe di sicuro più difficile per la Cassazione correggere gli errori giudiziari.

          naturalmente la domanda di sopra mi è rimasta da quando la Cassazione cancellò senza rinvio e stigmatizzando il loro comportamento le sentenze dei giudici del Tribunale di Brescia di primo e secondo grado che mi avevano condannato a sei mesi per abuso d’ufficio (ai danni di mia figlia!, come preside) su denuncia della mia ex-moglie….
          l’abuso non c’era, anzi la Cassazione definì altamente morale il mio comportamento; ma sono ancora lì quei giudici, che colsero la palla al balzo di una denuncia insensata, probabilmente per fare un favore al Procuratore Generale di allora (parce sepultis: gli venne un cancro poco dopo), la cui moglie, che avevo come docente a scuola, non aveva avuto da me una cattedra a cui ambiva e a cui era totalmente impreparata.
          hai presente Mimì metallurgico e la signora che lui deve scoparsi per vendicarsi delle corna? ecco, ti dico solo che quella docente era praticamente la sua controfigura, almeno fisicamente, oltretutto…

          Piace a 1 persona

            • non ti dico viverle, queste storie: sette anni che mi hanno invecchiato di venti e fatto venire i capelli bianchi.
              (colloquio col Provveditore di Mantova, delegato dal Sovirintendente della Lombardia, alla gestione di questo tipo di problemi: e io che dico: se pensate davvero che io sia un delinquente, licenziatemi (come era previsto): non lo fece.
              ma nei sette anni di calvario di questa vicenda ho avuto un comportamento che auto-definisco eroico, perché ho sempre respinto le richieste di intervista della stampa locale e anche dopo la vittoria in Cassazione, che non avrei potuto augurarmi migliore, ho lasciato nel silenzio la vicenda.
              ho evitato con cura che la mia storia potesse servire alle campagne di stampa dei mascalzoni della destra contro la magistratura e ne parlo qui con te, perché tanto sono come due chiacchiere nel salotto di casa.
              tuttavia non mi nascondo che di mascalzoni in Italia è piena anche la magistratura.

              sono stato processato in Corte d’Assise (e assolto) per vilipendio dell’ordine giudiziario per un volantino del 1971 dove stava scritta questa cosa e ancora non sapevo che 25 anni dopo l’avrei toccata con mano.

              il marito di una mia amica, che faceva l’assicuratore, mi raccontava anni fa di finti incidenti, organizzati da magistrati, per intascare risarcimenti consistenti non dovuti, e di come la sua società assicurativa doveva fare buon viso a cattivo gioco e tenerli per buoni, per evitare di inimicarsi la casta giudiziaria locale.

              purtroppo al malcostume non c’è rimedio: viviamo nel paese di guardie e ladri, dove i ladri sono ladri, ma anche alcune guardie lo sono.

              Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...