se un arresto e il carcere colpiscono anche qui – cronache dalla fattoria. 35 – 279

non pensavo di dovere tornare così presto alle mie cronache semi-agresti, e il protagonista indiscusso del mio prossimo post pensavo sarebbe stato il mio muretto rifatto.

oramai è quasi finito, mentre restano in sospeso vari altri lavoretti nella fattoria.

ma i due vicini molesti, che peraltro stanno trascinando dalla loro parte quasi tutto il borgo, sono andati in Comune a protestare, per il progetto a loro dire violato; così stamattina, tecnico comunale, geometra mio e alla fine anche il sindaco, appena reduce dal tampone che lo aveva liberato dall’isolamento per il covid, sono venuti per un sopralluogo, carte alla mano, cioè in poche parole concessione data.

mancava il cartello regolamentare sui lavori in corso, ma è stato facile recuperarlo ed esporlo, e per il resto, compulsando le carte, nessuno si capacitava delle ragioni della protesta, considerando che il muro, diciamo pure restaurato più che altro, non solo stava bene, ora che è finito, ed è totalmente corrispondente non solo al progetto, ma a quello già esistente, a parte il nuovo accesso pedonale al cortile, con le due colonnine di mattoni, e il breve tratto col quale nell’angolo ovest della proprietà ho meglio regolato il mio cortile, ma secondo l’autorizzazione ricevuta o con varianti esecutive trascurabili e che verranno sistemate facilmente.

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ma ecco uno degli energumeni autori della protesta, che è arrivato urlando che adesso lui col suo camion di ortofrutta deve fare una manovra in più per uscire dal garage – peraltro rumorosissimo: infatti, prima entrava nella mia proprietà e adesso non può più farlo, abbiamo ridacchiato alle sue spalle.

il muretto andava arretrato di un metro, secondo lui: peccato che la normativa nei centri storici, come è appunto il mio borgo, non lo preveda.

poi è arrivato anche l’altro, al quale neppure va giù che io abbia delimitato la mia proprietà, perché gli faceva comodo sconfinarci dentro.

comunque, la tecnica del Comune mi ha dato alcune indicazioni per sistemare un po’ meglio dal punto di vista estetico, a suo giudizio, questa parte del muretto, e malvolentieri mi sono piegato all’idea di rimetterci mano.

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ma non è certo qui il cuore del problema, e del post: ieri pomeriggio i due muratori moldavi mi avevano detto che, dopo di oggi, non sarebbero più venuti per il resto dei lavori; e sono andati anche via prima, perché avevano un amico che sta male, hanno detto.

covid? ho chiesto io, e quello di loro che parla l’italiano ha brontolato no.

ma se non era il covid il problema, chissà che problema è, ho pensato.

sta di fatto che stamattina al risveglio sono venuto a sapere che l’impresario moldavo, da cui loro dipendono e che chiedeva venerdì di essere pagato direttamente, mentre io ho fatto il contratto con quello di qua, da ieri è a Canton Mombello.

l’espressione non dirà nulla ai miei lettori non bresciani, perché solo questi sanno che questo è il nome dell’angolo sud-orientale delle vecchie mura venete di Brescia, sopravvissuto alle distruzioni, sul quale nell’Ottocento venne costruito il carcere.

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quindi l’Ivan è finito in galera! e non dev’essere un reato da poco, considerato l’arresto immediato; ho saputo la cosa dall’impresario di Provaglio, che era abbastanza sconvolto, come del resto io, a saperlo.

si accenna a problemi di qualche documento falso di un dipendente; e in effetti quello nuovo dei due ultimi giorni scorsi oggi non c’era, ed era tornato Alex il tracagnotto, simpatico, perché così disarmato nel suo non sapere nulla di italiano.

i due hanno finito di farmi la malta fine nel soggiorno, che l’altro Alex, quello di qui, aveva rifiutato di fare da due anni a questa parte, e poi alle tre sono partiti, con l’aria dei cani bastonati, e senza sapere se domani lavoreranno o no.

io ho messo qualche buona parola per loro per telefono con l’impresario di qui, che non ha problemi con la legge, ma non so a che cosa possa servire.

e mi sono domandato anche in che posizione mi sarei trovato se avessi fatto il bonifico che l’arrestato mi chiedeva: avrei favoreggiato illegalmente qualcuno anche io?

ma ora la mia mente macina altre domande.

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premesso che nessuno sa bene che cosa è successo, ma davvero l’immigrazione clandestina è un reato così grave da comportare l’arresto immediato?

me lo sto domandando e naturalmente mi vengono in mente i 13 anni di carcere al sindaco di Riace, ma il contesto è ben diverso e quella sentenza ha ben altre motivazioni, immagino.

vado comunque ad informarmi, altrimenti perché mai dovrei chiedere di leggermi a chi lo facendo.

la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla lotta contro la tratta di essere umani (Convenzione di Varsavia), firmata il 16 maggio 2005 e ratificata in Italia con la Legge 108/2010, all’art. 4 lett. a) ha stabilito che l’espressione “tratta di esseri umani” indica il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di persone, con la minaccia dell’uso o con l’uso stesso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, con la frode, con l’inganno, con l’abuso di autorità o della condizione di vulnerabilità o con l’offerta o l’accettazione di pagamenti o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un’altra, a fini di sfruttamento. Lo sfruttamento comprende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione altrui o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro o i servizi forzati, la schiavitù o pratiche simili alla schiavitù, la servitù o l’espianto di organi.

si tratta di ben altro tipo di reato, pare a me.

ma il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico immigrazione) – 1998, quindi governo Prodi -, approvato prima della sottoscrizione di questa convenzione, prevede come obbligatorio l’arresto in flagranza per chiunque illegalmente promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato e deve essere punito con la reclusione da uno a 5 anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona.

la pena è elevata all’arresto da 5 a 15 anni se d) il fatto è commesso da tre o più persone in concorso tra loro e, sino a quest’anno, [o utilizzando servizi internazionali di trasporto ovvero documenti contraffatti o alterati o comunque illegalmente ottenuti].

ma la Corte Costituzionale quest’anno ha eliminato la parte che ho messo tra parentesi quadra qui sopra, per evidente sproporzione insensata della pena.

insomma, ecco un’occasione dal vivo, ma direi piuttosto in carne viva, con questa legge approvata dal governo sedicente più di sinistra della nostra storia, per dare un’occhiata ai meccanismi reali di potere che agiscono in questa società.

e scusate se non ho troppa voglia di proseguire.

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più che altro sento affiorare con forza la componente criminale della mia personalità, di cui mi sono reso conto lentamente negli anni e che ho passato una vita a contrastare con successo soltanto relativo.

il mio forte ed esibito spirito legalitario è in realtà un fragile schermo inefficace, con cui cerco di sottomettere il mio spirito anarchico e ribelle, che emerge periodicamente in forme di disobbedienza a norme cervellotiche e assurde, alle quali invece dovrei obbedire compostamente e in spirito di compunzione.

non ci riesco, scusatemi, e questa contraddizione in me rimane irrisolta.

da un lato la mente, che ritiene doveroso obbedire alla legge comunque, salvo questa non violi diritti umani universali e primari, e dall’altro l’istinto del ribelle eslege, che mi porta abitualmente a fare quello che mi piace, non solo disobbedendo, ma sottovalutando imprudentemente le conseguenze pericolose di questo atteggiamento.

non basta cercare di fare gli eremiti per sfuggire all’impero sociale della legge, quando hai dentro uno spiritello ribelle e irrisolto che ti spinge a fare comunque i cavoli tuoi.

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comunque, un pensiero mio irresistibilmente pietoso e vergognosamente complice, temo, va ad Ivan, qualunque cosa abbia fatto, alla tegola che gli è capitata tra capo e collo, alle sue due bambine, alla moglie e alla loro disperazione.

5 commenti

  1. Certo non oso pensare come si sentirà la sua famiglia, e spero abbiano mezzi di sostentamento. Per il resto non si sa che dire, se la motivazione è davvero quella spero che esca presto.

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