mi vendo i maialini – cronache dalla fattoria. 39 – 334

rileggo l’ultimo post di questa serie, e sembra quasi d’addio…, così depresso e pieno di notizie tristi.

sono passate tre settimane e mezzo e non sono state migliori.

il caldo, arrivato anche qui per la prima volta e forse i postumi del covid, con la stanchezza che mi prende a fare qualsiasi cosa, hanno contribuito a spegnere la voglia di scrivere ancora; aggiungeteci le tensioni con un paio di vicini, di cui ho già parlato, e il sindaco che fa il sindaco, cioè l’equilibrista fra me e loro; più, metteteci una vicina, che sentivo amica, e invece ha chiuso i rapporti, con me e perfino con mio figlio, senza neppure spiegare perché.

ma questa serie non può finire così: non diamo troppo peso a queste tensioni, dai; ne ho passate di ben peggio, anche se pare non mi abbiano insegnato niente:

dovrei avere imparato a non fondare ogni nuovo rapporto con altri su una entusiasta fiducia preventiva, ma su una prudente diffidenza da lasciare smantellare solo con difficoltà, ma la vita sarebbe così triste così, perfino più deprimente di quanto non siano le delusioni che regolarmente arrivano.

. . .

fine di questa filosofia troppo da fattoria, e veniamo alle novità.

il pollaio è quasi estinto: sono rimaste due galline, una ovaiola e quella dal collo spennato, strana razza, e di tutti i prodotti di tre giri primaverili di incubatrice, una quindicina di pulcini, solo un pollastrello bianco, ultima covata, che almeno sembra un maschio.

ma di ripristinare il pollaio adesso non sembra il caso, semmai a primavera, anche se la produzione di uova è totalmente cessata, e non stanno neppure cambiando le piume, ancora: se arriva forse un uovo la settimana, nella maggior parte dei casi ne trovo solo il guscio, che se lo mangiano i topi, ancora caldo, o la gallina stessa; e ricomperare delle galline solo per la pancia della volpe non mi va.

ancora un’anatra è sparita l’altra notte, ne restano quattro, i due maschi grossi, ma il più vecchio sembra artritico, e bisognerebbe mangiarselo fino a che si è in tempo, e due femmine, ma ancora ragazzine.

sopravvivono le due oche e i tre tacchini, un maschio e due femmine, ma nessuna di queste fa ancora le uova; vediamo se il pollaio passerà l’inverno.

al momento il recinto è stato fortificato con grossi pali, sassi e tegole; la volpe scava sotto la rete, ma non sembra sia riuscita ad entrare; ci pensa qualche sventato o sventata del mio pollame a uscire e ad andarle incontro per i prati.

due notti fa, tornando a casa al buio, i fari della macchina l’hanno anche inquadrata, la volpe, a cento metri dal mio campo: è un esemplare giovane, ancora di mezza taglia, e sembra incredibile che sia riuscito a fare tutti questi danni.

ha tagliato subito la corda, fuggendo verso il bosco, naturalmente, ma non sarà questo incontro a impedirgli di tornare (se è maschio…, e chi lo sa? vuoi vedere che dovrei usare il neutro?).

del resto l’hanno vista anche girare di notte fra le case di questo borghetto: e quando ho lasciato fuori il sacchetto delle immondizie, lo ha aperto e sparpagliato per bene, e gira per i campi anche di giorno, da adolescente imprudente qual è.

. . .

intanto un altro mese è passato, dunque, ed ormai è ora di pensare ai maialini, che sembrano presentire il loro triste destino, considerando la furia grottesca con cui scappano di qua e di là quando mi presento per il cibo quotidiano.

per fortuna non hanno affatto socializzato, mentre sarà un problema liquidare la madre, dagli occhi quasi umani, e oramai semi-domestica, che si avvicina fiduciosa quando sente aria di siero e pastone.

loro no, rovesciano tutto in preda al panico e lasceranno pochi rimorsi di coscienza, salvo che per le nipoti che hanno adottato i due rosa e non vogliono sentir parlare di salsicce-

come se poi questi restassero sempre così piccolini ed adorabili come sono ora.

ma faccio fatica a trovare chi voglia gustarsi una porchetta.

uno se lo piglia Mattia, un giovane vicino: dobbiamo solo scoprire come si prepara, perché lui non è esperto, e dunque bisogna coinvolgere Onelio, quello che mi ha venduto la madre, e adesso stanno per nascerne altri anche a lui.

Mattia, che con le mucche alleva anche anche qualche maialone grande, ha la pistola col chiodo da sparargli in mezzo alla fronte, ai maialini, perché muoiano senza soffrire, visto che tutti dobbiamo morire, ma poi non è esperto su come trattarli.

comunque serve un pentolone con l’acqua bollente ed un coltello per raschiare via le setole, perché questa razza ha il pelo fitto, quasi fossero cinghiali.

insomma, il metodo è lo stesso che ho usato per spennare i 16 colombi suoi che abusavano del mangime del mio pollaio e che ha dovuto uccidere per tutti i danni che facevano, e poi mi ha regalato: stanno nel congelatore, adesso.

. . .

però ammetto che decidermi non è facile e il passare del tempo rende sempre più chiaro che mi sonon ficcato in un bel problema.

perché non provi a venderli via internet? mi ha suggerito mio figlio, un poco più animalista di me (non è difficile, evidentemente…).

ottima idea, non ci avevo pensato.

e così ieri, senza troppa speranza, ho postato un annuncio con foto, questa: venuta male, ma la stalla è buia e non ho usato il flash.

per non impressionarli :-).

i prezzi correnti di questi maialini nani vanno da 50 a 70 euro; io svendo sotto costo: 30 euro, più il rimborso della benzina, se si vuole la consegna a domicilio.

se qualcuno che legge è interessato, prego si accomodi, mi farebbe un grosso regalo e il piacere di conoscersi è gratis…

così ho messo l’annuncio, tanto per fare, e invece stamattina c’erano le risposte di due interessati.

vedremo se riuscirò a salvare dall’esecuzione almeno due innocenti, vi farò sapere.

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28 commenti

  1. L’altro giorno leggevo di una coppia che aveva deciso di fare un allevamento bio di galline in un bosco, e in poco tempo sono passate da 4 a 4000; mi sei venuto in mente tu, e mi sono chiesto come faranno quelli tra volpi, faine, uccelli rapaci… Per i maialini se fossi vicino ad Ariccia non avresti problemi! Ma non c’è qualche vecchio macellaio da quelle parti, capace di fare porchette? 😁

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    • Maremma maiala pare di no . Dai Giò questi problemi si risolveranno , ci vuole un po’ di pazienza.. . Credo che di porchetta non devo mangiarne più .
      Più mi invecchio e più mi fanno pena queste povere bestiole !
      Mangio pochissima carne . Al campeggio i vicini mi chiamano per le grigliate, vado abbastanza , il profumo e buono io preparo le verdure e che te devo dì quelle gratinate sono gustose ,pure l’insalata mista è buona . Io ho messo giù due pomodori e due cetrioli , le zucchine non vengono su più , troppo caldo
      La fattoria non è cosa tanto semplice, gli allevamenti mi stanno sul gozzo te lo assicuro .
      Non ho fatto mai la “macellara” però me pare un gran macello…
      Io sono rimasta un po’ indietro , largo ai giovani , e viva radio 60 !

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      • Anche noi abbiamo ridotto molto la carne (comunque sempre troppa). La porchetta se fatta bene è squisita (tra l’altro oggi rispetto ad una volta è molto più magra, essendo più magri i maiali), mi dispiace per i porcellini ma quando arriveranno al potere gli animali cucineranno noi! 🙂

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        • È vero Giò ! Se seguissimo regole di buon senso andrebbe un po’ meglio . Infine le cose andranno seguendo il loro corso, è inutile farsene troppa pena . E l’estate comincia a cedere …
          Però credevamo di finire cotti a puntino 🥺 Ciao ☮️

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    • ecco un buon suggerimento: andrò a chiedere alla macelleria da cui si serve mio figlio.

      ma forse non ce ne sarà bisogno: l’annuncio in internet non ha dato grandi risultati (racconterò), ma sono in atto un paio di azioni parallele degne di Musil e del suo Uomo senza qualità in Cacania… 🙂

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  2. Ti ho scritto una email ,controlla ,è importante .
    Sai Mauro il perdono è un atto d’amore straordinario e molto faticoso ,non dipende dagli altri ma da noi stessi, non occorre essere di fede.
    Bisogna fare pace con se stessi innanzitutto !
    Tanto più la vita e gli uomini sbagliano tanto più si impara quanto siamo imperfetti noi stessi .
    Ma non si può tornare indietro, così si giunge al crepuscolo
    Da vecchi si vede il tramonto così vicino ,si ricorda l’essenziale del passato, si vede chi ci ama e chi no.
    Genitori ,figli, amici questa vita così potente e ingiusta per difetti nostri .
    Non ho mai potuto essere giovane, pace! E non giova neppure nulla quando si cerca tutto il pane del mondo.
    Penso alla mia bambina, tanto l’ho amata, non è mai diventata donna anche se ha 51 anni, è stata “sfortunata ” troppo, non bastano le parole . Folgorante nessuna giustizia …
    Tu sai qualcosa, poco , in verità .
    Le parole sono insufficienti, pure inutile eppoi è Vita intima quanto preziosa, anche il dolore, il nostro Dolore .

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    • anche se sei più giovane di me, l’età spinge ai bilanci, che sono dolorosi, se la vita è stata dolorosa ed è bello, a suo modo, che anche un blog diventi un’occasione di autocoscienza.
      anche io non ho avuto la possibilità di essere giovane, da giovane: l’educazione rigida, i genitori precocemente malati, le responsabilità della famiglia sulle mie spalle a vent’anni e poi quelle del matrimonio, una storia di separazione e di divorzio durata quindici anni di conflitti tremendi.
      lo sai quando è cominciata la mia adolescenza? nel 2004, quando sono andato in Germania, a 55 anni; ero ancora un ragazzino, psicologicamente, come dimostra il blog che ho aperto l’anno dopo, nei suoi primi tempi.
      per fortuna non ho rimpianti e l’unico errore che mi rimprovero anche oggi è l’eccessiva fiducia negli altri e la presunzione di sapere risolvere ogni problema; è vero che nella realtà è andato proprio così, ma non ho messo nel conto la fatica che mi sarebbe costato.

      poi qualche situazione rimane aperta, ma oggi sono leggero perché so che non ci sono responsabilità mie in questo…

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      • Mauro ho capito seguendo i tuoi blog vita . Non era inutile leggerti ,lo avevo intuito come non è importante.
        La mia vita pur diversa presenta alcuni aspetti identici . Le femmine non potevano decidere niente, sperando di essere considerata persona . Partii casa a 18 abitai a Milano . Mi ero iscritta all’università, logopedia tre anni sarebbero bastati . Avevo una bimba piccolissima ero una bambina anche io . Poi il ritorno a casa e la malattia di mamma , un calvario .

        . Mi hanno fatto sposare perché ero incinta ero disperata mamma era ammalata poi è morta . Ho odiato mio padre egoista prepotente e mamma che pregava me di assisterla … Che fosse così pericoloso il padre di mie figlie non potevo saperlo . Descrivere un rapporto malato così non si può ed meglio così . Diventai un altra la giovane ragazza che voleva vivere con coraggio era diventata una larva … Anche l’innocenza si paga, la mia va bene la loro no . Ho perso una figlia un martirio da cui non è voluta mai uscire . Ho lavorato sempre molto non bastava insegnare così la campagna raccoglievo pomodori, frutta , verdura facevo ripetizioni a due soldi , tante rinunce

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      • Mauro ti ho letto ,riferimenti chiari grazie anche del più giovane,di te …Veramente di poco . Comunque ti seguo da 4 anni però lo avevo già fatto anni fa , un lustro no … Ecco così andando oltre la parola oltre qualche strusciamento urticante nell’immediato , ho trovato parti più nascoste . E diverse le avevi scritte .
        l’imprecisione del tempo soggettivo viene fuori spesso per me . Però eravamo più giovani senza esserne convinti quando ti “adocchiai”…
        Mi interessava cio che scrivevi e la personalità che mutava dietro
        E mentre la mente rielaborava la storia diventavano adolescenti.
        Bella la vita comunque perfino l’adolescenza tardiva , si ma non tutto amico carissimo.
        Ci sono accadimenti che non si possono cambiare , e che si può fare ? Si tirano le somme relative , ammappete però !
        Ecco fatti così gravi non potrò mai accettarli … Inutile fingere e quella responsabilità che comunque hai perché ci sono ruoli imprescindibili… L’innocenza quanto conta se non assolve chi rimane inchiodato non perdona la madre . Io mi faccio forza di questo ,resta il dolore finché la vita si racconta …
        Il blog, e sei tu l’ esperto tra i due ,tante volte è occasione di pensieri pensati e liquidi …
        Stavolta sono scesi pensieri pensati . La tua conclusione è anche la mia , il mio riserbo è naturale un figlio resta figlio per sempre , so di avere fatto tutto ciò che potevo forse un po’ di più .
        Buon giovedì ,racconta quando senti che è il momento senza soppesare di troppo , ascoltiamoci liberamente …Indipendenza più che si può e dipendenza per vivere , vivere che bello e un pochino sognare …🐞🍀
        Grazie ☮️

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          • No, non ho sensi di colpa.
            C’era da vedere un invisibile , a me ignoto .
            Loro si sono impegnati moltissimo a farmeli venire !
            Mi sono allontanata , mi sono la rinascita .
            I sensi di colpa ho lasciati scivolare via quando mi è stato chiaro che era fiele d’altri istillato goccia a goccia .
            Parto indolente , cinico pure violento della follia dei malati folli e falsi calunniatori
            E rimasta solo la pena del dolore che mi inviano …
            Ma la vita batte più forte ed io l’ascolto

            Non mi ero resa conto di essere allo scoperto .
            Io ho voglio stare lontana dall’ipocrisia Dalle fiere perbeniste
            Dico no agli come spettacoli da Colosseo , no agli speculatori .numerosi e vanitosi
            Non decanto la vanità , né l’ipocrisia consapevole e inconsapevole per scelta
            e per dignità .

            Hai diversi blog , i sordi non possono sentire e i ciechi non possono vedere
            Il temperamento può avere il primato tra i vari io. D’accordo
            grazie, ciao

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  3. “dovrei avere imparato a non fondare ogni nuovo rapporto con altri su una entusiasta fiducia preventiva, ma su una prudente diffidenza da lasciare smantellare solo con difficoltà, ma la vita sarebbe così triste così, perfino più deprimente di quanto non siano le delusioni che regolarmente arrivano.”

    Quanto ti capisco, Mauro! Anche io ho la tendenza a rivolgermi con fiducia verso le persone, perché non voglio pensare che possano essere cattive, magari perché io stessa non sono cattiva… poi si scopre che magari non sono neanche cattive davvero, ma sono solo imperfette, umane, e ci feriscono senza riuscire sempre a chiedere scusa… anzi, a volte neanche se ne accorgono di ferirci. Però come te penso che sarebbe ancora più triste non riuscire a fidarsi di nessuno.

    Eppure, dico io, non ci sono altri modi per allontanare la volpe? Non c’è qualche sostanza che la farebbe allontanare?

    Per i maialini dici che speri di venderli per salvarli dal macello, eppure non sao mai chi lo compra cosa ne farà 👀 però capisco che ora il problema è quello di non poterli più tenere, perché ingestibili. Mi fa tenerezza la mamma che ti guarda con quegli occhioni fiduciosi.

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    • no, so benissimo che chi li prende, lo fa per tenerli, almeno in un primo momento.
      avevo pensato anche all’ipotesi di liberarli nei boschi, ma è nettamente da escludere: si incrocerebbero con i cinghiali e proprio non va; poi è sicuramente un reato, anche se loro se la caverebbero benissimo, naturalmente.
      siamo in un mondo strano, dove uccidere i piccoli di maiale in modo regolamentare è legale, farli sopravvivere no.

      la volpe è volpe non per niente. quello che mi consola è che tutti qui attorno sono i pollai ai minimi termini, tre o quattro galline, anche chi fa il contadino qui da una vita…

      – a volte penso che l’eccessiva fiducia negli altri possa essere una manifestazione di narcisismo, o almeno di quella particolare forma di narcisismo che consiste nel credere che gli altri siano simili a noi: una semplificazione della realtà molto comoda, poi.

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      • Eh sì, è un mondo più che strano: gira al contrario 😅

        Non sono convinta rispetto al rapporto tra il narcisismo (dici una forma particolare) e la fiducia deposta negli altri 🤔 . Fidarsi del prossimo è una cosa bella, ci “diamo” al prossimo perché sentiamo che possiamo lasciarci andare fra le sue braccia come una sorta di abbandono. Il narcisista più che abbandonarsi vuole manipolare l’altro, poi non ho mai capito se lo faccia di proposito o perché così solo sa rapportarsi al prossimo.

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        • occorrerebbe riscrivere l’Elogio della follia di Erasmo: basta pensare che, di fronte alla crisi climatica che ci manderà tutti a quel paese, hanno inventato la formuletta magica che si chiama sviluppo sostenibile: nessuno sa bene che cosa voglia dire e come sia in concreto questo sviluppo, però va molto bene per sciacquarsi la bocca e continuare a lucrare su un tenore di vita al di sopra delle nostre reali possibilità (e della sopravvivenza dei più disgraziati), e questo ci ammazzerà tutti.

          non si direbbe, ma anche questo ha a che fare col narcisismo: io definisco narcisista chi non ha veramente superato la fase mentale infantile nella quale si pensa che il mondo sia fatto su misura per noi.
          anche la religione che domina in occidente alimenta questo modo di vedere la realtà: narcisista è pensare che esiste un Dio che si occupa di noi, ad esempio. e perché mai dovrebbe?

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          • Eppure, questi dello “sviluppo sostenibile” può essere mai che non sappiano di dire utopie? 🤔 … ed è appunto un modo per non vedere…

            Ti dirò, io credo di aver conosciuto sia un narcisista che un’istrionica e quello che dici l’ho visto molto più in quella persona istrionica che non nel narcisista. Poi penso che entrambi siano rimasti ad una mentalità infantile, e se vogliamo anche un po’ vittime dell’educazione che hanno avuto.

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  4. Mi dispiace però proviamo a darci una mano con un’adozione
    Ho telefonato alla mia amica Meri loro hanno una grande aia ma non lo stipo toccherebbe a Meri mi aiuterà suo marito Gianluca che da una vita lavora lungo il fiume Esino sa a chi darli affidarli ,finché non cresceranno , di più non sarà possibile
    Ci metteremo d’accordo , senza problemi per la spesa, un problema resta ,organizzare il trasporto .
    Sono tentata di chiedere per arrivare a tre ,però
    Mi metterò in contatto con te, anche via email
    Ciao

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