Zelensky non è “una persona perbene”: viva Berlusconi? – 381

https://video.corriere.it/politica/berlusconi-in-ucraina-putin-voleva-solo-sostituire-governo-zelensky-persone-perbene/5adb5394-3b03-11ed-8e93-4aa9ade4f3e7

Sono andati da lui in delegazione dicendo: ‘Zelensky ha aumentato gli attacchi delle sue forze contro di noi ed i nostri confini, siamo arrivati a 16mila morti, difendici perché se non lo fai tu non sappiamo dove potremo arrivare’.

Putin è stato spinto dalla popolazione russa, dal suo partito, dai suoi ministri, a inventarsi questa operazione speciale, così era stata chiamata all’inizio, per cui le truppe russe dovevano entrare, in una settimana raggiungere Kiev, sostituire con un governo di persone perbene il governo di Zelensky, e in un’altra settimana ritornare indietro. Invece hanno trovato una resistenza imprevista ed imprevedibile da parte delle truppe ucraine, che poi sono state anche foraggiate con armi di tutti i tipi da parte dell’Occidente. Ora la guerra è oltre i 200 giorni, ogni giorno aumentano i morti, la situazione nell’Ucraina è diventata molto difficile da tenere sotto controllo, perché non ho capito neppure perché le truppe russe si sono sparse in giro per l’Ucraina, mentre secondo me dovevano soltanto fermarsi intorno a Kiev.

se nella registrazione del Corriere non sentite la prima frase, né la sentirete in giro per i media, non preoccupatevi: è stata semplicemente censurata, perché è il cuore del problema, ed è giusto che nessuno lo sappia.

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Berlusconi amico di Putin, indubbiamente; chi ha dimenticato il lettone condiviuso nella dacia di Mosca?

ma soprattutto, è sempre lui, e se dice queste cose è buon segno, perché è uno che guarda i sondaggi e sappiamo come è bravo a sparare la cosa spiazzante l’ultimo giorno della capagna elettorale, per la rimonta.

se parla male di Zelensky e dice, in sottinteso, che non è una persona perbene, né lui né la cricca degli oligarchi che l’hanno messo al potere, sa che certamente dirlo porta voti.

adesso la corazzata della propaganda avversaria si scatena contro un’analisi semplicemente realistica e veritiera della realtà: bravi, sono i soliti fessi e lavorano per lui.

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Berlusconi, apprendista stregone, ha creato una generazione di politici che lo fanno rimpiangere?

dice sull’Ucraina delle semplici verità, questa volta; ma un’altra volta ha detto che Putin è stato spinto alla guerra dai comunsti; quindi può dire questo ed altro…

ed ora gliele fanno rimangiare di corsa.

comunque, domani, anzi già oggi, eccolo, Berlusconi, e qualcuno gli ha scritto la smentita:

Bastava vedere tutta l’intervista – e non solo una frase estrapolata, sintetica per motivi di tempo, come si sa la semplificazione a volte è errata – per capire quale sia il mio pensiero, che peraltro è noto da tempo; stava semplicemente riferendo quello che alcuni raccontano senza nessuna adesione del mio pensiero a quel racconto. Forse sono stato frainteso facevo solo il ‘cronista’ riferendo il pensiero di altri. L’aggressione all’Ucraina è ingiustificabile e inaccettabile, la posizione di Forza Italia chiara e netta: non potremo mai in nessun modo e per nessuna ragione rompere la nostra partecipazione all’Unione europea e all’Alleanza atlantica.

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non che l’invasione dell’Ucraina sia in nessun modo accettabile e non tocca certo a Mosca decidere che governo debba esserci a Kiev, come non dovrebbe riguardare gli Stati Uniti o Mosca che governo ci sarà in Italia dalla prossima settimana.

ma questo non scalfisce le cose sensate che Berlusconi per una volta ha detto; probabilmente ha ragione: gli sono proprio scappate di bocca; gli anni stanno corrodendo la sua ben nota capacità di mentire.

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Postilla 24 settembre. dice Giannini, il direttore di sinistra delLa Stampa, il grande quotidiano più di sinistra di quelli che fanno vagamente riferimento alla nostra destra demokrat:

“Berlusconi è il ‘fool’ shakespeariano, dice ridendo le verità che la destra non può confessare.

veramente a me sembra che qui Berlusconi dica piuttosto le verità che la pseudo-sinistra demokrat non può confessare.

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18 commenti

  1. Stamattina avevo letto dell’intervista a Porta a Porta e volevo mettere io il link… è incredibile constatare come il più lucido sia Berlusconi… evidentemente quando le medicine finiscono l’effetto dice le verità, come Jekill e mr. Hide. Il tocco di “persone perbene” è da artista. È esattamente quello che pensano un sacco di italiani e la vecchia volpe lo sa bene.
    Sul fatto che l’invasione non sia in ogni modo accettabile non sono d’accordo: chi semina vento raccoglie tempesta.

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    • io non vedo come potrei criticare gli USA quando intervengono in Iraq o in Afghanistan e non fare altrettanto quando la potenza che invade è la Russia.
      i contrasti politici tra gli stati non si devono risolvere con la guerra (salvo casi veramente estremi di autodifesa necessaria), come dice anche la nostra Costituzione, ma con altri strumenti.
      non sto dicendo che Putin doveva accettare l’inaccettabile. dico, e non è la prima volta, che ha preferito sacrificare le vite dei giovani soldati russi e degli ucraini in generale che attaccare direttamente l’Occidente con un taglio immediato di tutte le forniture, e prima di farlo avrebbe anche potuto minacciarlo con fermezza, per portarlo ad un tavolo di trattativa.
      si è fatto fregare da Biden, che ha detto chiaramente, nei giorni precedenti il fatto, che non avrebbe reagito a un’operazione militare limitata della Russia, e Putin gli ha creduto.
      probabilmente non ha attaccato a fondo Kiev all’inizio della guerra proprio per questo.
      ed ora Biden sta ripetendo lo stesso giochetto – questo è terribile! – dicendo che, se la Russia userà armi nucleari tattiche, gli USA non risponderanno alla stessa maniera.
      io temo invece che proprio a questo vogliono arrivare…

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      • Io penso che ci siano delle differenze.
        L’Ucraina confina con la Russia ed era praticamente l’unica rimasta a non essere inglobata nella Nato, in evidente funzione antirussa. Inoltre, gli ucraini dal 2014 in poi hanno attuato politiche ferocemente discriminatorie verso la popolazione russofona. Ma il punto principale era l’ingresso nella Nato: Putin a mio avviso ha solo anticipato quello che sarebbe stato costretto comunque a fare, e magari in posizione di debolezza.
        Certo nelle guerre muoiono uomini, non è che sia contento sia chiaro; ma la responsabilità di questi morti, da ambo le parti, la portano in molti, ed anche il nostro governo dei migliori.
        Doveva minacciare, dici? Può darsi, ma visto come sono andate le cose con le sanzioni credi che avremmo dato ascolto? O avremmo detto “Putin minaccia l’occidente?” Sperava forse che non fossimo così autolesionisti; di avvisi però ne aveva dati molti, e alla fine credo che non si fidasse più delle rassicurazioni e delle tattiche dilatorie (del resto ben due accordi di Minsk erano stati disattesi; e se vediamo quello che è successo dopo i primissimi giorni di guerra, quando si era arrivati a intavolare dei negoziati da cui gli ucraini si sono subito sfilati appena avuto la rassicurazione sulle armi, questa sensazione si rafforza).
        Le questioni erano state portate a livello di ONU e la UE che era la più interessata a che la situazione si normalizzasse non ha fatto niente, anzi ha fatto danni; si sono baloccati tutti per mesi dicendo “tanto non attacca”, come adesso dicono “tanto la bomba non la tira”.
        Che poi la trappola gli Usa l’hanno preparata bene sono d’accordo, ma l’hanno fatta anche a noi e ancora i nostri geni che governano non l’hanno capito.
        Che vogliano arrivare a fare diventare l’Europa intera un campo di battaglia lo temo anch’io, e ogni giorno che passa purtroppo è peggio. Dopo i referendum ogni attacco dall’Ucraina sarà considerato contro la Russia, ed oltre ai riservisti la Russia stessa potrà chiedere ai partner di applicare la clausola di soccorso. Cioè la Bielorussia ad esempio potrebbe mandare il suo esercito sul campo….
        L’Ucraina non è nella Nato, ma a questo punto la Nato resterà a guardare? Vuoi che non ci sia qualche provocazione ai confini con la Polonia, o la Lituania, per giustificare l’intervento?
        E tutto questo senza armi nucleari…

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        • purtroppo sono direi completamente d’accordo con te, anche se tu dici che sei in disaccordo con me.
          non credo di essere in disaccordo con me stesso, però.
          forse mi attacco ad una speranza pacifista che non ha basi?
          comunque ritengo che PRIMA Putin doveva mettere l’embargo al gas e al petrolio che vende a noi – preparando per tempo anche le alternative di vendita, che non gli mancavano di sicuro, e solo DOPO, semmai, arrivare anche all’operazione militare speciale o alla guerra.
          in questo modo ha invertito ogni logica.
          e certamente non doveva entrare in guerra con un discorso balordo col quale negava all’Ucraina il diritto di esistere come nazione, ma chiarendo bene che il suo unico obiettivo era il Donbass russo.
          che cosa si aspettava dopo un discorso simile? ovvio che gli ucraini sono corsi a difendersi in ogni modo possibile.
          ma alla fine Putin resta un ufficiale del KGB e non può ragionare in altro modo; ma a me pare che capisca poco della politica dei cuori della gente.

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          • Naturalmente può essere, come può essere che facciamo fatica a capire la “loro” mentalità; ma come ho detto altre volte mia nonna diceva sempre “chi ha testa la usi”, e stavolta mi pare che facciano a gara a chi la usa di meno.
            Qui poi si sta giocando una partita a scacchi, tutta sulla pelle degli ucraini (e dei russi, ovviamente). Zelensky oggi rinfacciava agli israeliani di dare arme a tutti tranne che a loro… ma santo cielo, ma Zelensky è diventato il centro dell’universo?
            La Border Linen che fa intendere che se qua le elezioni non vanno come auspicano loro sanno cosa fare, come con Polonia e Ucraina…
            Ma che sta succedendo? Siamo sicuri che sia Putin quello che non sa quello che sta facendo?

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            • puoi sempre consolarti leggendo che il ministro degli esteri cinese ha dichiarato: “Se gli Usa non cambiano rotta verso la Cina, il confronto diventerà conflitto”. me l’ha segnalato Silvano; e la Cina finora è quella che ha mantenuto la testa sulle spalle più di tutti!

              dissento su un punto particolare, che non è la disistima per la von der Leyen, che condivido perfettamente, anche per averla vista all’opera in Germania come ministro, prima che decidessero di giubilarla alla Commissione Europea…, ma è sul pieno diritto dell’Unione Europea, di cui facciamo ancora parte, immagino, di esprimersi sugli orientamenti e sulle scelte degli stati che la compongono.
              se il capo politico dell’Unione si esprime su quello che sta succedendo in uno stato dell’Unione, questa non è un’interferenza; lascia dire queste sciocchezze a Salvini.
              negli USA il presidente ha il diritto di usare l’esercito contro uno stato che non applica le leggi federali, e Kennedy lo fece negli anni Sessanta contro gli stati del sud che si opponevano alle leggi contro la segregazione razziale. la pagò cara, con la vita, ammazzato a Dallas in Texas, nel 1963.
              quindi far parte di un’Unione significa anche che c’è un’autorità superiore a quella statale che ha poteri di intervento, secondo i trattati, e di conseguenza anche di indirizzo e valutazione.

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              • Certo, l’Unione Europea deve avere delle regole da rispettare; ricordo anni fa l’Austria quando vinse le elezioni il partito di estrema destra venne sanzionata. Ma quello che non è accettabile a mio avviso è il pronunciamento prima delle elezioni, tra l’altro controproducente. La signora avrebbe fatto meglio a star zitta, o a dire una delle frasi di circostanza che si dicono sempre in questi casi. Così dimostra solo di non essere una persona all’altezza del ruolo che ricopre.

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                • su questo sono d’accordo con te. e c’è qualcosa che non funziona, se l’Unione Europea viene considerato come la discarica dei politici che hanno fallito in patria.
                  sul preavviso non so: è questione di opportunità, ma l’Italia non è l’Austria o la Grecia e quel che succede da noi può far saltare l’Unione Europea.
                  e per fortuna che l’Inghilterra se ne è andata; col nuovo corso di destra del partito della Merkel e l’Inghilterra ancora fra noi, con la destra rampante in Italia e Macron senza più maggioranza in parlamento, più i paesi di Visegrad, avremmo avuto una ben diversa maggioranza a dirigere lo scassato carrozzone europeo.
                  e non è detto che non ci si arrivi lo stesso, solo un po’ più lentamente.

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                  • Sono stato critico e contrario all’allargamento ad Est della UE nei termini in cui è stato fatto; fa ridere che ora si accorgano di chi è Orban, perché si rifiuta di applicare le sanzioni antirusse, quando hanno taciuto per anni la deriva ungherese e polacca (e baltica: bel rispetto delle minoranze che hanno). La UE così non è riformabile, va abbattuta e rifatta su basi completamente diverse, ci vuole un nuovo trattato di Roma. Forse però ci vorrà la guerra per farlo.

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                    • hai perfettamente ragione, però c’è un punto: quando l’Unione Europea cercò di darsi una vera e propria Costituzione, questa fu bocciata da Francia e Olanda. peraltro era orribile e macchinosa, e perfino esplicitamente non troppo democratica; ricordo vagamente che all’inizio diceva più o meno che il potere doveva essere vicino al popolo e non che doveva nascere dal popolo. per cui non vedo come avremmo potuto accettarla noi italiani, ad esempio; ma la cosa non interessava nessuno, da noi, dove la cultura costituzionale è davvero scarsa, per usare un eufemismo.

                      l’allargamento ad est dell’Unione Europea è stato indubbiamente un errore, che ha un anche un autore, Prodi che era allora presidente dell’Unione. ma va letto anche alla luce di quel fallimento, che mise bene in chiaro che l’Unione era un fatto più economico che politico.

                      in sostanza si è provato a costruire una unità economica, perché quella politica era fallita.
                      le cose sono cambiate un ventennio dopo?
                      certo, adesso anche l’Italia, dopo queste elezioni, sembra diventata contraria ad una Europa politica.
                      e il Regno Unito ne è uscito, perché non accettava una Europa più politica.

                      temo che l’Unione Europea debba restare quello che è, e che una vera Unione Europea politica sia un’utopia. dissolta questa, non ce ne sarà un’altra. e la guerra in Ucraina sta confermando tutto il mio pessimismo.
                      troppe speranze abbiamo investito nell’utopia di un’Europa che dopo due tremende guerre civili, diventate mondiali, avesse seppellito i suoi nazionalismi, magari per sostituirlo con uno europeo.

                      la storia della Grecia antica ci presenta un parallelismo impressionante: dopo decenni di guerre civili greche tra Atene e Sparta, e poi anche Tebe, nacquero – oppure assunsero carattere politico, se preesistevano già in qualche forma – delle leghe tra alcune città stato: principalmente tre, quella beotica, quella delfica e quella achea, che cercarono di opporsi alla Macedonia, furono tutt’altro che pacifiche, però, e fecero anche qualche guerra, finendo poi tutte con l’allearsi con l’impero romano, per vincere, qua e là, e qualche volta magari ribellarsi a lui, ma questo alla fine le dissolse o le privò di nuovo di ogni significato politico (facendo una sintesi molto grossolana della loro storia, che sembra una lontana anticipazione della nostra).

                      la Germania come Sparta, l’Inghilterra come Atene, e la Francia come la Beozia? la Russia come la Macedonia e l’America come l’impero romano?
                      le combinazioni possono variare. magari sarebbe meglio vedere l’America come la Macedonia (semi-greca, come gli USA sono semi-europei) e la Cina come l’impero romano. allora Sparta sarebbe la Russia e Francia e Germania due varianti della Beozia.

                      però la somiglianza delle tendenze di fondo resta: una civiltà (greca antica o europea), esausta da decenni di guerre interne, che cerca di uscirne, per porre fine alle guerre, formando delle alleanze strette di stati, senza però riuscire a superare le strutture statali preesistenti; ma senza riuscire, proprio per questo, ad evitare nuove guerre intestine e perdere alla fine ogni indipendenza.

                      resta il fatto che anche questa guerra in Ucraina è una terza grande civile europea, se ammettiamo che la Russia è parte della civiltà europea.

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                    • Allo stato dei fatti è meglio che rimanga una comunità economica e gli si tolgano anche quei poteri politici che ha dimostrato di non saper usare. Non voglio quantificare quanto ha inciso l’ingerenza della Border Linen ma sicuramente non è stato nullo. E ora la voglio vedere a criticare il governo quando ce ne sarà bisogno, otterrà solo più consensi a destra.

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                    • no, dissento completamente.
                      leggo che anche la Turchia sta ricominciando a premere per entrare: che facciamo, pigliamo anche lei e ci trasformiamo in un semplice mercato succube degli USA?

                      occorre invece un nucleo politico forte (l’Italia non può farne parte, dopo queste elezioni), che vada ad una forma di vera e propria confederazione a tutti gli effetti, e attorno abbia un semplice mercato comune allargato, che a questo punto potrebbe comprendere anche la Turchia e il Regno Unito, quando rinsavirà a suon di legnate.
                      Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Austria e forse paesi del Benelux (ma ho dei dubbi sull’Olanda) e scandinavi che vogliono starci, uniti con una vera e propria Costituzione e un governo federale.
                      fuori quelli che condividono soltanto il mercato e aboliscono i dazi, e poi chi se ne frega che politica fanno all’interno o all’esterno e in che valori credono.
                      la moneta dovrebbe restare l’euro, come moneta ufficiale della Confederazione Europea, e gestita da lei. i paesi che non fanno parte della Confederazione Europea la adottano, se vogliono, ma non hanno il potere di gestirla.
                      ovviamente questo toglierebbe all’Italia il paracadute della copertura europea al suo debito, ma una salutare lezione ed un crollo dei consumi non potrebbe farci che bene: cura dolorosa, ma salutare.

                      non so però quanto ci si possa arrivare: la Francia è molto nazionalista e senza la Francia non si fa nulla.

                      ma a questo punto prendiamo atto, se questa ipotesi fallisce, che siamo una semplice neo-colonia yankee, a parti rovesciate rispetto a tre secoli fa.

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                    • Non vedo realistico che oggi si possa rafforzare l’unione politica. Non ci sono le condizioni, non ci sono politici all’altezza. L’iniziativa dovrebbero prenderla Macron e Scholtz, non mi pare che ne siano in grado. Con Draghi avrebbero potuto concordare una linea comune, ma il nostro era troppo sbilanciato verso gli Usa.
                      E’ vero che a volte dalle debolezze nascono delle cose buone… ma che siamo una neo-colonia mi pare sempre più evidente.
                      La vicenda Ucraina era la possibilità di affermare una differenza, ma mi pare che finora non abbia che ribadito la sudditanza.
                      Per rifare la UE ormai penso che bisognerà sfasciarla, magari il nostro nuovo governo può servire a questo.

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                    • anche Macron è oramai un’anatra mezza zoppa, considerando che non ha più la maggioranza in parlamento.

                      e l’autobus che trasporta la ragazza dei nostri sogni non passa mai due volte. rassegniamoci a vederla sparire in fondo allo stradone…

                      probabilmente queste nostre elezioni sono la pietra tombale dell’Unione Europea come l’abbiamo vissuta finora.
                      ma attenzione ai luoghi comuni: la Meloni non è antieuropeista in assoluto; vuole anzi un’Unione Europea delle patrie, di tipo vagamente gollista, cioè in ultima analisi una Unione di tipo quasi esclusivamente economico, come vuoi tu…
                      quindi non credo affatto che vedremo una dissoluzione rapida dell’Unione Europea in assoluto.
                      sarà un’Unione molto identitaria, conservatrice, anzi bigotta, dalle forti radici giudaiche e cristiane e molto meno laicista e progressista.
                      smetterà le battaglie identitarie di civiltà e stenderà una cappa di conformismo e di valori tradizionali.
                      non sarà più la nostra Europa; ma noi contiamo ancora qualcosa?

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                    • sì, l’Europa identitaria, neo-prussiana, per intenderci, sarà o sarebbe molto peggio.
                      noi poi non abbiamo mai cercato davvero di difendere la vecchia Unione Europea oramai al tramonto; ci accontentavamo di succhiarne il latte senza rompere troppo.

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                    • A me la cosa che mette più paura dell’Europa adesso, a parte l’irresponsabilità dei suoi attuali leader, è che si appiattisca sui paesi dell’est e baltici. Lo sta già facendo, gli è stato dato troppo spazio e gli va tolto, per il bene di tutti. Loro sì che ne hanno succhiato di latte, e continuano a farlo! E non sono convinto che lavorino per l’Europa…

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