30.001 visite al blog – 383

mi cade l’occhio per caso sul contatore dei contatti del blog, e la cifra è questa, 30.001 visite dall’1 gennaio di quest’anno, 266 giorni.

dovrei esserne contento, sono più di 100 al giorno.

ma guardo piuttosto ai commenti: 3.321, e fate conto che la metà circa siano miei, di risposta; e quindi sono meno di 5 commenti al giorno.

non sono molti, ed è impietoso il confronto col mio blog di 10 anni fa che sto ripubblicando qui per una verifica ed una risistemazione: ho scelto un post a caso, mente da mentire? 23 settembre 2012 – borforismi [115] – 757 con i suoi 33 commenti, praticamente quelli di una settimana qui per un solo post.

ma l’ho detto varie volte: un blog non lo fa chi lo scrive, lo fa chi lo commenta, e questo bilancio è critico: i miei commentatori sono visibilmente stanchi e il blog su questo piano arranca.

non è colpa vostra, amici virtuali che insistete con fedeltà ammirevole, evidentemente; sono gli altri che mancano, quelli che non si vedono.

o forse è la discussione stessa che sembra diventata inutile in tempi di covid, di guerre, di crisi climatica…

. . .

è lo strumento blog che è in crisi?

sono io che non sono più così stimolante?

oppure ho fatto scappare quasi tutti i commentatori bendisposti, con le mie risposte a volte aspre e inutilmente pungenti?

forse è un blog concepito come il mio che ha poco senso, oramai, e che non stimola abbastanza?

la domanda che mi pongo è quanto sono invecchiato e quanto alla fine vale davvero la pena di leggermi, visto che ci sono altri blog e altri interventi più qualificati del mio in giro.

mi sto sempre più orientando ad una data di scadenza, non troppo lontana, e a forme di auto-pubblicazione diversa; ma lasciatemi arrivare in fondo, se ci riesco, e sarò più chiaro.

. . .

intanto, scorbutico ed antipatico blogger bortocal, vuoi almeno ringraziare i lettori e soprattutto i commentatori che ti sono rimasti?

faccio conto di averlo fatto con un abbraccio virtuale a tutti…

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7 commenti

  1. Per curiosità ho guardato le statistiche del mio blog: una manciat di post all’anno e 2 -3 lettori a settimana. Avrei tutte le ragioni per chiuderlo ma ancora non lo faccio. Il blog è utile a me per sapere cosa penso e cosa ritengo importante pubblicare. L’elaborazione del pensiero messo su carta (oggi web) rtengo sia un’esercizio utile per la propria igiene mentale.

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    • questo indubbiamente, però io l’ho fatto per decenni tenendo i testi nel cassetto; ho sempre questo modello.
      poi realisticamente dico che, tanti o pochi che siano i lettori che interagiscono, questo scambio è sempre una straordinaria ricchezza in più ed è quello che alla fine impedisce di chiudere, anche quando se ne sente la voglia.

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  2. Mi sembra che un po’ tutti i blog soffrano di carenza di discussioni. Forse è la forma stessa, per forza di cose asincrona, e succede che uno non ha ancora risposto ad un post e ci sono già altri avvenimenti che ne hanno fatto scaturire di nuovi. Poi c’è il fattore tempo: per fare dei ragionamenti ci vuole tempo, e quello manca sempre. Diciamoci pure che in questi due anni spesso le discussioni sono state su Covid e guerra; molto polarizzanti e divisive, e alla fine ognuno rimane della sua idea anche perché la ragione non si sa chi ce l’abbia. Infatti io apprezzo molto quando scrivi delle cose quotidiane, i maialini, le galline, le trovo divertenti alla mia portata.

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    • io credo che devo quei post che piacciono anche alla lettura dei tuoi, ai quali mi sono vagamente ispirato, riscontrato che condividiamo almeno il piacere fisico del raccontare.
      non ti seguo, invece, su Olena, che credo sia diventata una storia di straordinaria e profetica attualità, ma non perché tu scriva male, anzi scrivi benissimo, in modo fluido e piacevole di sicuro anche lì, ma per un mio limite mentale di perdita recente di sopportazione per i romanzi.
      è come se sapessi di avere un tempo limitato davanti e di non potere più permettermi di perdere tempo con le fantasie.
      ad esempio, di recente ho letto un romanzo di Camilleri, uno dei miei autori preferiti e l’ho trovato gratuito e pesante.
      e ho iniziato due volte La guardia bianca di Bulgakov, lettura quasi obbligatoria di questi tempi, senza mai riuscire a finirlo e a breve dovrò cominciarlo una terza volta.

      quel che dici sull’effetto deleterio della polarizzazione delle opinioni negli ultimi tempi è illuminante.
      io speravo di restarne un poco fuori, dato che piglio posizioni che non si identificano mai del tutto nell’uno o nell’altro schieramento, ma l’unico risultato che vedo è che sono stato abbandonato da entrambi, e ben mi sta!

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      • Olena fai bene a non leggerla, sono abbastanza critico con me stesso e questa è durata troppo, ha perso di leggerezza e non vedo l’ora di finirla. Ha qualche guizzo ma dovrei lavorarci di più e meglio.
        Sulle letture io vado a ondate: a volte solo romanzi, perlopiù gialli, quando voglio rilassare il cervello; mi si mischiano tutti e dopo un po’ li dimentico e posso anche rileggerli. Quando invece sento di averne la forza leggo qualche saggio: gli ultimi numeri di Limes li ho presi tutti, adesso sto leggendo il libro di Orsini ma mia moglie dice che sto diventando monomaniaco con questa Ucraina… 🙂

        Ah, ah, si vede che prendi posizioni che non vanno bene ne per l’uno ne per l’altro, devi farti un terzo polo anche tu! 🙂

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        • sulla battuta finale, te la perdono perché almeno non mi hai proposto di entrare in quello del Gatto Calenda e della Volpe Renzi… 😉
          il mio quarto polo, a questo punto, non aspira a stare al centro, ma all’estrema sinistra; però, data la situazione, finisce con l’apparire al centro quando rifiuta alla stessa maniera le bufale che escono dalle due parti nelle nostre pietose baruffe nazionali…

          il libro di Orsini l’ho letto, con attenzione nelle prime due parti, fatte molto bene, e più superficialmente dopo.
          non credo proprio che sia monomaniaco occuparsi in questo periodo dell’Ucraina, mi pare tua moglie non si renda ben conto dei pericoli.
          è vero però che, siccome si stanno moltiplicando da tutte le parti, e sono di tutti i tipi, non si riesce nemmeno più a stare dietro a tutti.

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