la Quinta Ginnasio del 1962-63 e i referendum in Donbass – 384

io sono davvero meravigliato che persone della mia età, che hanno avuto la mia stessa identica formazione negli anni dell’adolescenza, in pratica dei compagni di scuola, perdipiù brillanti negli studi, appaiano oggi così sprovveduti di fronte ad una campagna anti-russa di bassissima lega e così grossolana come quella che si sta svolgendo contro il referendum realizzato nel Donbass.

e che dire se uno di costoro ha anche condiviso con me, per lunghi anni l’esperienza del Gruppo del Manifesto di Brescia?

si potrebbe pensare che quel gruppo era la fucina stessa dello spirito critico di quella generazione, eppure…

leggere per credere questa discussione su whatsapp in uno di quei suoi gruppi funesti di discussione, che in questo caso si intitola Quinta Ginnasio ed è formato da vecchi compagni di scuola per ritrovarsi in qualche pranzo della memoria ogni tanto…

. . .

24/9/2022

9:04 – R.:

Referendum in Donbas: scheda da votare in pubblico e da inserire aperta in un’urna trasparente, con soldato ad osservare.
Non servono commenti.

09:07 Mauro: Infatti, immagina dopo 14mila morti ammazzati dagli ucraini in 8 anni e la proibizione del russo come lingua che voglia hanno i russi di là di continuare a vivere sotto quel nazista di Zelensky.
09:08 Immagino solo che l’Italia facesse lo stesso in Sued Tirol, visto che sono cresciuto là.

09:11: Per molto meno noi abbiamo fatto una “missione di pace” in Kosovo e bombardato la Serbia per tre mesi. Dico proprio anche noi italiani. Ora bombardiamo il Donbass, in fondo abbiamo la nostra coerenza: bombardiamo sempre i russi e i loro amici.

09:10 D.: Ma allora non c’ è bisogno di votazione pubblica e di soldato che controlla.

09:12 Mauro: Anche nei nostri seggi ci sono i carabinieri. Lì si vota sotto gli attacchi ucraini, ti rendi conto? E poi basta con questa propaganda…

09:14 D.: Il paragone non regge.

09:20 Mauro: Pazienza, regge tutto il resto. Figurati a guerra in corso quanto puoi stare a rispettare le regoline formali. Quelli sono sotto le bombe e non ne possono più, e noi stiamo a disquisire su una foto presa chissà come e chissà dove. E siamo pronti a rischiare guerra nucleare e catastrofe economica per impedire a questa gente di far parte dello stato che vogliono? Allora noi perché abbiamo fatto una guerra mondiale per Trento e Trieste contro l’Austria, dove gli italiani non erano neppure discriminati né tanto meno ammazzati a migliaia?

09:22 R.: Non mi sembra che i carabinieri vengano con te nella cabina elettorale. Non voglio discutere il merito della guerra in Donbas, so che ci sono punti di vista diversi, ma solo dimostrare con fatti che questo referendum è una farsa.

09:23 Per inciso vuoi negare che le urne siano trasparenti e le schede aperte? Ci sono molti video a provarlo.

09:25 Mauro: I video che vengono dell’Ucraina sui media occidentali non li guardo, chiedo scusa.

09:24 A.: Quando si comincia a parlare di “regoline formali” si può chiudere il discorso.

09:27 Mauro: Chiudiamolo pure. Ognuno si tenga le sue opinioni.

09:27 A.: Perché le “regoline formali” sono sempre quelle degli altri, mentre non se ne curano quelli che sanno la Verità

09:27 R.: Per me può bastare, pazienza, non credevo che fosse una questione assiomatica, volevo solo riflettere assieme sulla legittimità di un referendum svolto in questo modo.

09:30 Mauro: Se l’unico argomento contro gli argomenti che ho portato è che sono assiomi e Verità, faccio bene a chiudere qui.

09:33 A.: Bravo.

09:39 Mauro: Vogliamo parlare dei referendum fatti in Sud Italia e nel Veneto dopo l’annessione? Rileggiti Il Gattopardo. E qualcuno ha mai chiesto ai Sudtirolesi e agli Sloveni dell’Istria se erano contenti di essere sottomessi all’Italia? Io sto ancora con Lenin, su questo è solo su questo, e sono per l’autodeterminazione dei popoli. Tu evidentemente sei dalla parte yankee.

09:54 R.: Ma dovrebbe essere una autodeterminazione seria. Fatta così, con urne trasparenti (perchè sono costosamente trasparenti e non di semplice cartone?) anche la autodeterminazione perde credibilità. Bene, mi spiace di avere sollevato una discussione che ci divide, auguro comunque a tutti una bella fine della settimana.

10:03 A.: Mauro, non ti accorgi che i referendum nel sud raccontati nel Gattopardo sono come quelli nel Donbass? Pazienza, comunque la battuta sullo yankee è troppo divertente…

10:03 Mauro: Francamente la discussione su questi aspetti mi pare ridicola. È chiaro a tutti che serviva un bel referendum regolare, sotto controllo internazionale, ecc. ecc. e che questo non è troppo regolare. Ma Zelensky non lo avrebbe mai accettato e tempesta che vuole riprendersi anche la Crimea, dopo otto anni e un sì alla Russia del 98%. Avesse cercato il consenso dei russi che all’interno invece, come noi, grazie a Moro, noi in Suedtirol…

10:08 Ma spero che A. non se la pigli per così poco come sono le nostre idee su come affrontare il rischio di una guerra mondiale nucleare. 🏳️‍🌈

10:50 F.: Dirò anch’ io la mia, ora non ho tempo. Come siete adolescenti, ginnasiali. Ciao.

. . .

Caro Borto[cal],
◦ – 0 – Tira aria di 4^ ginnasio, con le solite rivalità per essere il maschio alfa, ecc. Dopo 61 anni, che vergogna!
◦ – 1 – Farsa. Qualificazione grottesca: sotto le bombe non è farsa, ma tragedia.
◦ – 2 – Farsa. Cosa pretendiamo? Che si voti su un tappeto rosso come al Lido di Venezia?
◦ – 3 – Farsa. Qualificazione lanciata più di 1 settimana prima dal giro di Biden (e Draghi). Profeti? Così, in qualsiasi modo fosse per realizzarsi, sarebbe stata una farsa; direi ontologicamente.
◦ – 4 – Farsa. La foto. E se fosse una farsa la foto? Da chi proviene? Occhio, perché Bucha docet.
◦ – 5 – Plebisciti. Reinvenzione napoleonica (dei 2 Napoleoni). Quelli su territorio o nazionalità o sovranità di solito sono allestiti dopo le annessioni (o simili mutazioni); e ad opera di chi le ha già operate. Vedi Risorgimento italiano (Ducati,Toscana, Due Sicilie); anche quello sui Patti Lateranensi fu sulla sovranità e territorio. Altra cosa i REFERENDUM, come i nostri dopo la 2^ guerra mondiale e fino ad oggi.
◦ – 6 – E se avesse ragione il papa? Se il cane ti abbaia sull’ uscio di casa, tu esci con la scopa e lo allontani. Persino Berlusconi.
Ciao. F.

. . .

caro F.,

resterebbe da aggiungere, a discapito delle mie tesi, che anche la Cina ha rifiutato di riconoscere la legittimità di questo referendum.

ma è abbastanza chiaro che la Cina ha dei problemi ad accettare la soluzione delle crisi internazionali con dei referendum in generale, perché è in difficoltà su due piani:

1) la provincia ribelle di Taiwan, che vuole rendersi indipendente e un referendum al momento sancirebbe questa volontà;

2) lo Xinjiang, o Sinkiang all’italiana, dove un analogo referendum avrebbe un esito quantomeno dubbio.

in questo quadro la Cina si dissocia dall’idea di referendum, che potrebbero costarle molto caro.

ma che cosa succederebbe il giorno che la California decidesse di uscire dagli USA e di rendersi totalmente indipendente e i cinesi mandassero una flotta davanti a Los Angeles e San Francisco per appoggiarla?

con questo non esprimo affatto il mio appoggio alla Cina: capisco bene il suo desiderio di riunificare Taiwan, ma non accetterò mai un suo intervento militare per farlo, così come non posso accettare l’attuale intervento militare americano per sostenere Taiwan, dopo la sottoscrizione di espliciti trattati con la Cina che le riconoscono la piena sovranità sull’isola.

ma mi rendo conto da me che posizioni di questo tipo, per quanto lineari e razionali, sono destinate a non avere il minimo ascolto di fronte alla potenza della propaganda mediatica scatenata.

ma niente mostra la sostanza imperialistica della politica internazionale tutta come l’incapacità di quasi ogni governo di rimettere alle popolazioni locali la libera decisione sulla forma di organizzazione politica e statale che desiderano darsi.

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