silenzio elettorale – 385

silenzio elettorale.

come sarebbe bello che durasse tutto l’anno.

il mio comunque sarà perfetto.

. . .

mi limito ad una citazione, dal quotidiano di De Benedetti, Domani, Stefano Feltri:

Gli elettori possono fare molto […]. Possono […] disertare i seggi, per mandare il messaggio che qualunque governo uscirà non sarà il loro, minore la legittimazione più difficile diventa fare riforme profonde o cambiare la Costituzione.

se lo dicono perfino loro!

ma continua:

Oppure possono esercitarsi in attente valutazioni sul voto utile: bisogna premiare il Pd perché serve un grande partito che bilanci Fratelli d’Italia? O seguire la linea indicata dal governatore della Puglia Michele Emiliano [… di] votare il candidato che ha più possibilità nel collegio, anche se è dei Cinque stelle? O magari sostenere il terzo polo di Carlo Calenda perché, nella speranza che possa allargare il fronte anti destre al centro?

lasciamo però questa scelta ultima a chi è di destra, ma teme l’infame trio Lescano: Meloni, Salvini, Berlusconi… (ci pensate? l’Italia governata da loro!).

. . .

in fondo chi non voterà come me è anche uno snob e un privilegiato: lascia il lavoro sporco agli altri, per non sporcarsi la coscienza, e spera che i sensi di colpa di chi avrà votato sporco (terza ripetizione del concetto) rendano più facile agli elettori pentiti scendere in piazza in futuro per decidere davvero le cose.

sì, spero che l’astensionismo ci possa restituire una sinistra meno compromessa con la gestione del potere e che ora tocchi alla destra sputtanarsi contro i poteri reali.

spero, ma non significa che ci conto davvero.

. . .

però ieri i ragazzi di una manifestazione ecologista a Brescia, con i loro blocchi stradali sul ring, che gli era stato proibito, mi hanno fatto rivivere quelli a cui partecipai anche io in un sabato prima delle elezioni del 1968, quando avevo la loro età.

anche allora non c’era nessun partito a rappresentarci in parlamento; ma la società e la politica l’abbiamo cambiata lo stesso per un decennio almeno.

non bastò la vittoria delle destre alle elezioni del 1972 a fermare il cambiamento, che venne confermato poi dalle elezioni del 1976; servì allora l’uccisione di Moro nel 1978.

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3 commenti

  1. I ragazzi di Brescia hanno tutta la mia ammirazione. Con tutti i difetti della gioventù sono avanti anni luce., ma sono soli, non fanno tendenza, non cambieranno nulla ma avranno la coscienza a posto.

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    • alla luce dell’esperienza di più di cinquant’anni fa, io confido che possano ess3re la premessa di una rivoluzione culturale.
      vedremo; ma già mi piace sentirmi almeno mentalmente al loro fianco.
      se non fossi senza macchina propria al momento, sarei sceso in piazza con loro, giuro.

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  2. Un salto nel passato è sempre molto illuminante, non per niente si dice che la storia si ripete.
    Anche io ieri ho avuto il tuo stesso pensiero! Mi sono detta “finalmente chiudono un poco le bocche” 😆 e ieri in tv non ci sono state facce di politici con la loro propaganda.
    Anche io alla fine ho deciso di non andarci, è che il disgusto è troppo 🤢

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