aridatece la Merkel – 397

27 ottobre Angela Merkel, discorso alla Fondazione Kohl, per ricordare il suo predecessore e mentore politico.

la Merkel dice di avere appreso da lui “tre principi dell’arte politica”: “L’importanza in politica della personalità, la volontà incondizionata di dar forma alle cose, il pensare dentro contesti storici”.

che cosa farebbe oggi l’artefice della riunificazione tedesca negoziata con Gorbaciov? si è chiesta la Merkel.

modo neppure tanto velato per chiedersi che cosa in realtà farebbe lei stessa.

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non perderebbe mai di vista “il giorno dopo”, ha detto.

Farebbe di tutto per restaurare la sovranità e l’integrità dell’Ucraina, “ma parallelamente non smetterebbe mai di pensare quel che al momento è del tutto impensabile, inconcepibile: come sviluppare di nuovo le relazioni verso e con la Russia”.

“Prendere sul serio le sue parole, non liquidarle a priori come se fossero un bluff ma confrontarcisi seriamente non è affatto un segnale di debolezza, ma di saggezza politica. Una saggezza che aiuta a mantenere un margine di manovra o a svilupparne di nuovi”.

la Merkel quindi critica tra le righe, ma neppure poi tanto, le condotte di Washington e della Nato, incapaci di “pensieri storicamente contestualizzati”, di “pensare l’impensabile” e di ascoltare lo spiraglio aperto da Putin nel discorso minaccioso del 21 settembre:

un accordo con Kiev era quasi pronto a marzo, incentrato sulla neutralizzazione ucraina, e Londra e Washington l’affossarono.

. . .

Andrij Melnyk, l’ambasciatore dell’Ucraina in Germania, ha tweettato:

Difficile da credere: l’ex cancelliera, che ha reso possibile l’aggressione di Mosca contro gli ucraini con i suoi anni di intimità da Putin, filosofeggia spudoratamente su “come si possono sviluppare nuovamente relazioni con noi con la Russia”.

questi sono gli irresponsabili guerrafondai di quel paese, che è pur sempre aggredito, ma sembra molto contento di esserlo; quelli che rifiutano ogni ipotesi di mediazione fondata sull’autodeterminazione e che preferiscono il rischio mortale dell’atomica sul loro territorio.

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evidentemente a inizio della guerra era forse ancora possibile pensare che l’Ucraina assumesse una struttura federale, riconoscendo una piena autonomia alla sua minoranza russa e garantendo la propria neutralità militare, che non le avrebbe impedito di associarsi all’Unione Europea, almeno dal punto di vita economico.

ma oggi, dopo un referendum certamente contestabile nella forma, ma non nella sostanza, e l’incorporazione formale del Donbass nella Russia, anche questa mediazione è diventata impossibile.

d’altra parte il sabotaggio forse irreparabile dei gasdotti russi verso la Germania, sembra quasi la risposta al discorso della Merkel da parte di qualcuno che non può neppure essere nominato.

spero che lo stato tedesco tenga la Merkel sotto stretta protezione, per evitarle il rischio di finire come Moro.

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fonte: Barbara Spinelli, Meloni deve scegliere o Draghi o Merkel, Il Fatto Quotidiano, qui – e altro.

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7 commenti

  1. Mea culpa mea culpa mea maxima culpa per le volte che ho parlato male della Merkel. E’ evidentemente un gigante in un mondo di nani, o di servi, tra i quali si distingue il nostro ex-migliore che continua a promettere appoggio incondizionato alla cricca ucraina malata che governa quel triste paese. Così migliore che tutti quelli che si sono rifatti a lui e alla sua agenda sono stati giustamente terremotati alle elezioni! Segno che gli italiani non lo vedevano poi così bene, no? Non vedo il rischio Moro solo perché la Merkel non è più al potere, anche se la sua testimonianza ha sicuramente peso; la Germania potrebbe essere sulla via del rinsavimento, se è vero che il Bundestag ha votato contro l’invio di ulteriori armamenti; inoltre anche un bambino ormai capisce che il sabotaggio criminale del gasdotto (800 milioni di metri cubi di gas dispersi nell’atmosfera!) è un attacco alla Germania più ancora che alla Russia. Ed all’Europa, perché quella è un’infrastruttura strategica, e se non mi sbaglio tra l’altro i soldi ce li abbiamo messi pure noi.

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    • hai ragione su Moro; lei si è ritirata prima di fare la stessa fine, quando ha capito che oramai era sconfitta dai poteri reali: e hai avuto torto sulla Merkel, ma Berlusconi ha saputo abilmente condizionare il giudizio negativo di tutta la politica italiana.
      non ho condiviso alcune scelte sue, ma ho sempre percepito comunque lo spessore del personaggio, anche quando ho fatto un video satirico su di lei, vista dal vivo ad un comizio a Stuttgart, mentre stavo mescolato ai giovani contestatori del posto, ahah… e lei gridava sparen, sparen: risparmiare, risparmiare

      mi ero illuso che uno spessore simile avesse il nostro draghicchio, ma la correzione del giudizio è arrivata in fretta.
      .
      tutti hanno ben chiaro il senso di quello che è successo nel Baltico, salvo i giornalisti servi pagati per confondere la gente, ed è qualcosa di tremendo, perché fa capire che siamo nelle mani di autentici criminali contro l’umanità, da entrambe le parti, naturalmente.

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