2022, come nel 1962? o come nel 1914? – 403

ho preparato un post sulla questione del gas, per denunciare la disinformazione scandalosa in corso almeno ai pochi amici fidati che mi leggono.

però ammetto di non avere voglia di finirlo né di pubblicarlo e di essere ogni giorno più demotivato, di fronte allo spettacolo sconvolgente di come le masse si stanno lasciando trascinare al massacro nucleare senza opporre nessuna resistenza, anzi in fondo convinte da una propaganda subdola che una cosa tanto assurda non potrà verificarsi.

anche la guerra di Putin, a febbraio, però, sembrava talmente assurda da non poterci credere (culpa anche mea); eppure era iniziata già dal 2014, dopo il colpo di stato in Ucraina; ma i media erano riusciti a farci pensare che neppure esisteva.

la paura del resto cresce di mese in mese e ci sta paralizzando ogni giorno di più; oramai le stesse comuni occupazioni dovute quotidianamente alle esigenze della nostra vita ci appaiono come quiete forme di alienazione.

non riusciamo a trovare la lucidità mentale necessaria per riconoscere che i nostri nemici, i nemici dell’umanità, non sono da una parte sola nella guerra in corso che rischia di travolgerci, ma da entrambe le parti.

. . .

nel 1962 si arrivò ad una situazione simile nel confronto tra USA e URSS per i missili messi dai russi a Cuba, per difenderla.

questo paese, dopo la rivoluzione castrista del 1959 ed il fallito attacco americano alla Baia dei Porci, aveva liberamente deciso di allearsi con l’impero russo di allora, ben più potente dello stato di oggi, ma Kennedy, il presidente democratico più avanzato che l’America abbia mai avuto – e non a caso liquidato soltanto un anno dopo -, minacciò l’uso delle armi nucleari se non fossero stati tolti immediatamente.

Kruscev, il presidente dell’URSS di allora, che era ucraino, accettò di farlo, sotto un’enorme pressione della politica mondiale e anche della Chiesa, nella figura del papa Giovanni XXIII.

non sono impressionanti le analogie capovolte col momento attuale, sessant’anni dopo esatti?

ma la voce della Chiesa cattolica, che pure si leva per la pace mondiale, oggi come allora, è oscurata e sostanzialmente rigettata, e papa Francesco rischia di essere il sosia di papa Benedetto XVI che pure si oppose invano alla prima guerra mondiale, definendola inutile strage e ha subito poi un silenziamento storico quasi completo, per la ripulsa dal successivo fascismo trionfante, che rivendicò invece l’eredità di quella strage insensata e se ne fece vanto, visto che l’aveva cercata e voluta.

ma la storia non è maestra di niente, è inascoltata, come in una classe di alunni tumultuanti o distratti.

e la differenza di fondo sta nelle piazze riempite contro la guerra nucleare dal Partito Comunista di allora, e il silenzio spettrale di oggi.

. . .

è in atto una follia simile a quella che precedette la prima guerra mondiale; l’unica differenza è che allora le vittime sacrificali erano i giovani soldati che partivano rassegnati per il fronte, dove la loro generazione sarebbe stata sterminata; oggi le vittime designate hanno qualunque età ed accettano il loro destino per il semplice fatto di stare chiuse in casa ad aspettarlo, inerti.

del resto le enormi manifestazioni di allora contro la guerra non ebbero alcun effetto; i socialdemocratici tedeschi votarono i crediti di guerra, per farla, a differenza di quelli francesi, che scesero in piazza per fermarla, e il loro leader, Jaurès, tentò invano di costruire uno sciopero generale europeo contro la guerra.

e non la vide neppure mai, perché venne ucciso in quelle ore da un nazionalista, il giorno prima che venisse dichiarata.

. . .

ma non meravigliatevi allora se anche oggi i Democratici tradiscono la loro storia, sia come comunisti sia come cattolici, e si schierano dalla parte della guerra; non è la prima volta che succede.

la prima guerra contro la Russia, per interposta Serbia, la fecero del resto con D’Alema nel 1999, liquidando Prodi che non era troppo propenso a farla…

il collasso di quel partito ha radici antiche, come si vede.

. . .

sinceramente trovo perfino ridicolo occuparci del costo del gas, quando tutta la nostra vita è messa in discussione, anche se procede fingendo che tutto attorno a noi sia normale.

ma intanto che ho detto perché, il post si è già dilungato anche troppo, e quindi riservo ad un post successivo di parlare delle mistificazioni in corso attorno al problema del prezzo del gas.

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12 commenti

  1. Molto interessante!

    Direi comunque che so di movimenti scesi in piazza contro la guerra e l’invio di armi, ma la tv tace… si vede però che la mobilitazione non è ancora così enorme e magari si allargherà solo col tempo, quando a scendere saranno anche gli imprenditori che saranno andati in fallimento insieme ai dipendenti licenziati. Ricordo che anche col le vaccinazioni è stato così: i giovani sono scesi in piazza solo quando inserirono il green pass anche alle Università, mentre prima per altre categorie mica si mossero…

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  2. No non credo che sia ridicolo, è necessario che qualcuno lo faccia. Questa guerra è servita a compiere una enorme rapina ai danni degli europei: si denunciava la dipendenza dal gas russo, che ci permetteva di vivere bene, produrre a costi contenuti e concorrenziali, per finire in mano agli americani e agli altri venditori a prezzi stratosferici e con costi ambientali altissimi. Intanto le nostre ditte iniziano a chiudere, la gente va in cassa integrazione, e sarebbe anche il meno di fronte alla minaccia atomica. Hai detto bene: non ci sono manifestazioni, siamo inerti, io penso che le manifestazioni inizieranno ma non per la fine della guerra ma per i prezzi, e serviranno a convincerci dell’inevitabilita’ e anzi necessità della guerra.

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    • vedi, dovrei provare a convincermi che non è ridicolo che io scriva questi post, ma che ben pochi li leggano. ma mi sembra un modo di sfuggire alla domanda perché questo succede.
      questo post ha avuto finora 19 clic e non credo che potranno crescere molto, oramai, visto che il successo di un post si decide nelle prime ore: siamo effimeri.
      ovviamente la domanda si allarga a cercare di capire il motivo per il quale non ci sono mobilitazioni contro il rischio nucleare.
      se la risposta è quella che penso, e cioè che i poteri reali hanno oramai messo sotto controllo le menti dei più, allora diventa ridicolo cercare di comunicare: in sostanza siamo come quelli che parlano appassionati ad un gruppo in una lingua straniera che il gruppo non conosce.
      ma se la situazione del mondo attuale dimostra ai potenti del mondo che possono fare le cose peggiori senza aspettarsi reazioni, che del resto non saprebbero neppure dove colpirli, allora le peggiori bassezze verranno fatte; è solo questione di tempo e di opportunità.

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      • Penso che dobbiamo farlo per noi. Qualcuno prima o poi ci rinfaccera’ di non aver fatto niente, come stupidamente ho fatto qualche volta io con mio padre giovane fascista. Abbiamo cercato di ragionare, di pensare, di svelare le menzogne, di demistificare. Non siamo influencer, o personaggi pubblici, politici… cittadini pensanti, non è poco. Non servirà a niente, sono d’accordo, ed è pure frustrante il più delle volte. Ma almeno non ci si sente proprio soli…

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        • sì, hai ragione, ma ammetti che questo ci carica di responsabilità enormi: allora non basta che io scriva quel che penso sperando di sollecitare chi mi legge a riflettere assieme a me? ma dovrei anche preoccuparmi di farmi conoscere di più e studiare le tecniche per diventare famoso…
          ma in questo modo potrei riflettere molto meno, e la mia mente è limitata (e diventa anche più limitata ogni giorno che passa…)

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  3. Scusi, ma non vedo tutta questa indifferenza di fronte alle minacce di Putin, anzi. Il fronte di chi non ha nessuna intenzione di morire per l’Ucraina si allarga sempre di più.
    Poi Lei parla di mistificazioni sul prezzo del gas. Che io sappia – ma posso sbagliare – Putin e la guerra c’entrano ben poco sul prezzo del gas. Putin, spero di non sbagliare, non ha mai alzato il prezzo del gas, ne ha solo ridotto la quantità erogata. Il prezzo del gas viene fissato, come per molte materie prime, in una Borsa, nello specifico, quella di Amsterdam.
    E qui entrano in gioco i grandi fondi speculativi di investimento che raccolgono il surplus di denaro circolante che c’è nel mondo. Questi fondi, è noto, sono capaci di muovere migliaia di miliardi in poco più di un’ora. Dal febbraio scorso, gas a poco meno di 100 euro, era facile supporre un suo deciso aumento. C’è stata allora una corsa ai futures (contratti allo scoperto) di acquisto a sei/12 mesi di gas a 190/200 euro. Quando centinaia se non migliaia di miliardi vengono spesi per comprare gas a 200 fono a dicembre, quello sarà il prezzo del gas fino a dicembre. E c’è ancora un aspetto sottovalutato: se, con qualche mezzo, si imponente un price cap al gas, questi fondi fallirebbero e con essi andrebbero a carte quarantotto anche chi ha investito in questi fondi, come il povero pensionato che ha dato all’agente di banca i suoi risparmi, confluiti – con vari passaggi- in questi grandi fondi.
    A mio parere fino a quando questi fondo non avranno realizzato l’utile prefissato, il prezzo del gas non scenderà. È, la globalizzazione, bellezza! Direbbe qualcuno

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    • che il fronte si stia allargando, non dubito; la recentissima votazione del parlamento tedesco di non aumentare gli aiuti militari all’Ucraina lo dimostra bene. ma in Italia chi si oppone veramente? i 5Stelle, pare, ma dopo avere votato per l’invio all’inizio. e il PD ha rotto con loro e ha regalato il paese ad una destra di fatto piuttosto minoritaria, per non staccarsi nemmeno di un soffio dall’iper-atlantismo guerrafondaio di Draghi. è conj loro che ce l’ho soprattutto.
      dopo avere combinato solo disastri da quando è nato, fa bene la Bindi a chiedere che si sciolga. ma scioglimento vero significa cancellazione di tutto il gruppo dirigente. a che serve in Italia un partito che si dice socialista in Europa e non tiene neppure il passo con i tedeschi?
      in ogni caso lo schieramento politico ragionante in Italia è ancora povero e inadeguato, anche aggiungendoci da ultimo Renzi, il neofita del pacifismo improvvisato.

      sul gas, mi piace il commento; viene prima del post, che però parlerà di qualcos’altro… sempre rispetto al gas.
      ma penso che potrei anche usarlo per introdurre l’argomento. e potrò risponderLe meglio lì.
      .
      prendo atto del Lei, e avendo letto che Lei è un prefetto a riposo, non riuscirei mai a cambiare persona grammaticale di riferimento, parlandoLe. tuttavia ammetto che mi sta un npo’ stretto, ed un tu rivolto a me mi metterebbe più a mio agio.

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