il masochismo della democrazia – borforismi 73

dicesi democrazia parlamentare quel sistema politico nel quale non basta che il popolo obbedisca, ma deve anche confermare periodicamente di essere contento di farlo, cioè felice di obbedire e patire.

le elezioni servono appunto a questo: a confermare la presenza di una solida maggioranza di gregari, per natura o per convenienza, che seguiranno fedeli le indicazioni che calano dall’alto.

se a volte succede, per sbaglio, che dalle elezioni esca invece un grido di protesta, allora di solito la democrazia finisce messa da parte.

8 commenti

  1. Mi son letto un po’ il teorema di Arrow. A parte la mia opinione che sia difficile adattare un teorema matematico al popolo anarchico, se ad un teorema si pongono troppe condizioni (Arrow ne pone ben 4) il teorema fallisce. Almeno questo è il mio pensiero

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    • se devo essere sincero, il teorema di Arrow supera le mie capacità di comprensione; mi limito quindi a riferirmi alle sue conseguenze.
      non dico lo stesso del paradosso di Condorcet, che ne rappresenta in qualche modo l’anticipazione più semplice.
      “Il paradosso di Condorcet ci dice che il sistema di votazione a maggioranza non è indipendente dall’ordine delle votazioni: benché ognuno abbia un ordine di preferenze ben delineato che non muta con l’ordine delle votazioni, il risultato delle votazioni è invece dipendente dall’ordine”.

      in buona sostanza esiste una dimostrazione matematica rigorosa, vecchia di più di due secoli, che dimostra che la democrazia parlamentare rappresentativa non è in grado di rappresentare effettivamente la volontà popolare (ammesso che questo stesso concetto esista poi anche nella realtà).

      la cosa è peraltro abbastanza evidente anche ad occhio nudo e da sempre.

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  2. Sinceramente non capisco il senso dell’articolo. Abbiamo appena avuto un esempio di come la volontà popolare sia stata rispettata nelle elezioni.
    Per quanto riguarda la nostra democrazia, essa è del tipo parlamentare. Non importa, quindi, quale sia il partito che prende più voti, bensì quale Governo abbia la maggioranza parlamentare. Questo dice la nostra Costituzione.

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    • suvvia, chiamarlo articolo, mi sembra eccessivo. 😉
      infatti questo tipo di post è distinto dagli altri anche con un loro nome particolare – borforismi – che allude al genere letterario dell’aforisma, senza pretendere di rientrarvi.
      sono semplici sollecitazioni alla riflessione, per loro natura spesso ambivalenti.

      ringrazio del commento, ma mi pare che in questo caso l’obiettivo non è stato raggiunto.
      per entrare nella tematica qui accennata, si potrebbe leggere il capitolo del libro di Harari, 21 lezioni sul XXI secolo, dedicato alla crisi inevitabile della democrazia con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e del potenziamento esponenziale della capacità di controllo dell’elettorato che vi sono connesse.

      sottolineo, per parte mia, che la democrazia parlamentare si è sviluppata solo parallelamente alle possibilità di controllo dell’opinione pubblica con i mezzi di comunicazione di massa.
      con buona pace di Churchill, la democrazia parlamentare è uno strumento ampiamente imperfetto e ci sono forme di democrazia che hanno magari altri difetti, ma non soffrono di quelli tipici della nostra.
      del resto il teorema di Arrow ha ampiamente dimostrato che nella democrazia parlamentare i risultati derivano strettamente dalla forma che le elezioni assumono attraverso le leggi elettorali.

      nel caso dell’Italia, il vigente Rosatellum fu escogitato dal PD per ottenere la maggioranza parlamentare senza avere quella reale fra gli elettori, ma essendo un partito dove il personale dirigente è accuratamente selezionato premiando l’imbecillità, sono stati così astuti da usarla in queste elezioni in modo da regalare il potere alla Meloni, che ha avuto il consenso reale del 16% degli elettori.

      aggiungo che uno degli aspetti meno comprensibili della nostra Costituzione è che ha una visione di fondo sostanzialmente proporzionalistica, ma poi non ha codificato questo principio al suo interno, esponendo il nostro sistema elettorale ad ogni tipo di abuso, come ben si vide dalla cosiddetta legge elettorale truffa del 1953 a tutte le altre che si sono avvicendate, a seconda delle maggioranze del momento.

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      • Posso condividere alcune affermazioni, specialmente quelle sull’imbecillità del partito che partorì il rosatellum, ma il teorema di Hasching, specialmente dopo la correzione di Juvinal, conferma l’essenza parlamentare della nostra democrazia e la sua stretta aderenza alla Costituzione

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        • stavo ringraziando mentalmente per la discussione che arricchisce sempre, anche da punti di vista diversi e anche contrapposti per alcuni aspetti, visto che non conosco il teorema citato, con quant’altro allegato.
          ma da una prima elementare e rapida ricerca mi accorgo che si tratta non di ignoranza mia, ma di una battuta ironica.
          mi resta il piacere di una risata, pure se un poco postuma.
          ma spero che l’ironia riguardi soltanto me e non coinvolga anche Arrow, che non se la merita, e del resto sviluppa il paradosso di Condorcet, che dimostrò già, al suo nascere l’impossibilità logica che una democrazia rappresentativa di forma parlamentare per liste contrapposte rispecchi effettivamente la volontà degli elettori. https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_dell%27impossibilit%C3%A0_di_Arrow

          noi viviamo appunto in una democrazia parlamentare, formula di governo che già alla radice soffre di pesanti contraddizioni logiche, come appunto dimostrato per via matematica. si aggiunga che la democrazia parlamentare italiana è soltanto una pessima caricatura del sistema, dopo le ultime riforme e controriforme elettorali.

          un parlamento che dal 2006 è eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale nove anni dopo, che non ne ha tratto le conseguenze istituzionali dovute e ha proseguito con leggi elettorali controfigura di quella parzialmente abrogata dalla Corte, esercita un potere che oramai è definitivamente fuori dallo spirito, ma anche dalla lettera della nostra Costituzione da 16 anni.

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