dopo sessant’anni torna la paura nucleare: tutti zitti, adesso – 30

se il mondo in cui viviamo fosse, non dico razionale (cosa forse neppure troppo auspicabile), ma soltanto ragionevole, non si parlerebbe altro, in queste settimane che del rischio di una guerra mondiale nucleare, a cui ci stiamo avvicinando giorno dopo giorno a poco a poco.

ma forse stanno tutti zitti perché ci stanno facendo ingoiare la pillola passo dopo passo senza troppi clamori?

oppure abbiamo messo nel conto che l’inverno nucleare che seguirebbe ad una guerra atomica sarebbe il viatico migliore contro il riscaldamento globale? visto che ci riporterebbe di botto in una piena era glaciale per le polveri di cui riempirebbe l’atmosfera.

mai così vicini alla catastrofe nucleare, dice il sito che storicamente monitora il pericolo: un secondo e mezzo all’estinzione della specie umana nell’orologio che lo misura nell’arco delle 24 ore.

non lo so il perché di questo silenzio quasi universale, per me questa indifferenza totale rimane misteriosa, come una allucinazione di massa.

capisco bene che, di fronte ad un terrore simile, si ha voglia di occuparsi d’altro, e provo anche io lo stesso impulso di distrarmi, di dedicarmi a cose più piacevoli, fino a che posso, di ricominciare a progettare viaggi ed uscite, ad esempio, o di scrivere racconti e montare video.

ma mi rimane comunque la domanda su come mai neppure un briciolo di attenzione, non una parola venga destinata ad una prospettiva che sta mettendo in discussione la vita di tutti.

. . .

naturalmente ricordo bene quell’ottobre 1962 in cui l’Unione Sovietica collocò dei missili nucleari a Cuba, per difenderla, visto che era appena fallito un tentativo americano di invasione dell’isola dopo la vittoria della rivoluzione di Fidel Castro.

e il drammatico ultimatum del presidente americano Kennedy, che imponeva di ritirarli immediatamente, altrimenti ci sarebbe stata un risposta atomica degli USA.

la Russia di allora fermò la portaerei nucleare che si preparava a violare il blocco navale americano attorno all’isola e poi ritirò i missili, in cambio del ritiro americano dei propri dalla Turchia e della promessa di rispettare l’indipendenza e l’autonomia dell’isola, che comunque non entrò mai nel Patto di Varsavia.

bastarono poche ore a trovare un compromesso che salvò la faccia di tutti.

pare impossibile ed assurdo che oggi non si voglia fare altrettanto.

. . .

gli accordi precedenti con la Russia sono stati tutti violati, sia la promessa a Gorbaciov del 1989 di non espandere la NATO ad est, sia gli accordi di Minsk del 2014 sulla autonomia da garantire alla parte russa dell’Ucraina.

questo paese del resto è un coacervo di gruppi religiosi ed etnici differenti.

sta cercando di darsi una identità nazionale nuova ed abbastanza posticcia, come è stato da noi il tentativo leghista abortito di inventarsi una nazionalità padana.

. . .

dunque quello che avviene non ha altra giustificazione che il tentativo occidentale di distruggere la Russia, per impadronirsi delle sue risorse energetiche e minerarie.

ogni mente lucida lo vede, pur se rimane atroce il modo che la Russia ha alla fine adottato per difendersi ed intollerabile lo spettacolo delle sofferenze inumane che questa guerra provoca.

tuttavia l’aggressione non viene da una parte sola, e il regime ucraino che stiamo difendendo è un mix insopportabile di nazionalismo fascistoide, di potere oligarchico e di corruzione.

stiamo mandano massicci aiuti militari che finiscono in parte per alimentare la ricchezza di una èlite corrotta che domina e soffoca il paese, imponendogli sacrifici atroci per rifiutare l’unica soluzione ovvia fondata sull’autodeterminazione delle popolazioni coinvolte.

la stessa soluzione che si è adottata pochi anni fa per il Kosovo.

. . .

ma qualcuno ci ha chiesto se siamo disposti a rischiare non solo il benessere, ma perfino la vita, per cercare di distruggere la Russia?

è questo davvero che vorrebbe il popolo italiano (se ne esiste ancora uno), se gli venisse fatta questa semplice domanda?

e i partiti che voteranno in Parlamento per intensificare ancora questa guerra rispondono al sentire del popolo che viene chiamato a votarli per finta, oppure ai diktat di chi li mette in parlamento come propri portaborse e portavoce? e può farli cadere ogni volta che vuole.

siamo disposti a rischiare a vita per Mosca?

siamo convinti di essere governati da persone così illuminate ed acute da sapere portare la Russia a crollare senza farla reagire alla fine, se ridotta agli estremi, nel modo più sanguinoso che le sarà possibile?

questi giocatori di poker sulla nostra pelle sono davvero così convinti della saggezza e dell’equilibrio della controparte russa da sentirsi sicuri che non ci sarà prima o poi una reazione sbagliata?

oppure della stupidità russa? di chi, cioè, si dovrà lasciare distruggere senza reagire.

. . .

quando penso a queste cose mi sento attraversato da una rabbia insopportabile perché sterile ed inefficace.

è dura vivere sotto questo nuovo regime autoritario, ammantato di falsa democrazia e sostenuto dalla irresponsabilità diffusa di chi parla ostinatamente soltanto d’altro.

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16 commenti

  1. Eh, tocca sfogarsi a vicenda, sono diventati tutti matti! In Europa rimane da sperare che almeno Orban e Erdogan tengano duro, per dire come siamo messi. A meno che i vicini non stiano aspettando, come avvoltoi, di smembrare l’Ucraina. Mah. Il bello è che senti le TV: oggi la svolta nella guerra in Ucraina, dicono! La svolta? Più morti, distruzioni, minaccia nucleare, questa è la svolta?

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    • guarda, non commento.
      a me pare che sia da scemi pensare che qualche decina di carri armati possano cambiare l’esito di una guerra, siano pure ultramoderni, e come se, alla mal parata, la Russia non potesse decidere di liberarsene con qualche atomica tattica.

      ma certo non sono uno stratega, e, per non fare brutta figura in futuro, metto le mie riflessioni solo in qualche commento come questo, dove le legge ancora meno gente che i miei post.

      i vecchi libri di strategia di mio padre ufficiale sono relegati sul soppalco biblioteca, e non andrò certo a ritirarli fuori per ripassare.
      ma mi hanno sempre spiegato che le guerre si vincono prima di tutto sul piano strategico globale e non con gli armamenti.

      quello che ha sconfitto Hitler non sono stati i carri armati di Stalin, ma non essere riuscito ad arrivare al Caucaso per procurarsi il petrolio.

      comunque aspettiamo solo qualche settimana e vedremo i cantori della vittoria ucraina se avranno ancora qualche inno da intonare.
      anche un mese fa pareva che la Russia fosse spacciata e che la grande rivincita fosse cominciata, ma mi pare che adesso Zelensky sia in ritirata e se la veda brutta.

      nessuno poi dice che con queste spedizioni siamo all’esaurimento (precoce) degli arsenali occidentali e tra un poco Putin potrà davvero arrivare a Varsavia senza colpo ferire.
      e metti anche che i cavalli cosacchi vadano a bere alle fontane di san Pietro, come da profezia di Giovanni Bosco.

      e nessuno spiega che, più dura la guerra, più si alza la posta delle concessioni che si dovranno fare a Putin per farla finire…

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      • E’ la fiera della pazzia…
        Biden manda i carrarmati e dice: ma non è aggressione alla Russia. Scholtz manda i carrarmati e dice: ma noi non siamo parte nel conflitto. Alla fine saremo io e te parte nel conflitto?
        Noi mandiamo una batteria di missili (ne abbiamo 5 in tutto!) e se scoppia la guerra che vanno cercando dovremo difendere il mediterraneo del sud. Che gli spariamo, le freccette?
        E, male che vada, tutti dovranno ricomprare le armi e da chi? Ovviamente dagli americani.
        Intanto Zelenskji, ancora non sono arrivati i carrarmati, già chiede gli aerei da caccia e i missili a lungo raggio…
        E intanto i russi bombardano ovviamente di più, stavolta verso Odessa. Io mi aspetto che distruggano tutte le stazioni e gli aeroporti, mica staranno a aspettare che arrivino altre armi.
        Ma, come te, nemmeno io sono uno stratega. A vedere i risultati, forse saremmo meglio noi, però.

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        • Zelensky non ha ancora chiesto che gli mandiamo anche i soldati: carne da cannone ne ha ancora…

          ho appena visto Orsini a Carta Bianca; per fortuna, qualche voce ragionante c’è ancora. mandare all’Ucraina tutti i nostri armamenti, costosissimi, ma scarsi, significa disarmarsi se dovesse esserci davvero una guerra di terra.
          la Germania a questo pensa, e per questo non vuole mollare i propri carri armati, né regalarli a quel pazzoide di Zelensky.
          ma la cosa sorprendente è che i più critici su tutta la faccenda sono i nostri generali, quelli in pensione almeno, che possono parlare.
          forse farebbero bene ad invitare in televisione anche loro, che dicono le stesse cose ovvie che diciamo anche noi, da inesperti.

          certo che Biden dice che i carri armati mandati all’Ucraina non sono una aggressione alla Russia; ma chissà se ci crede anche. se fosse così, ci sarebbe da preoccuparsi.
          la frase ha un senso in un caso solo: se vuol dire che glieli manda in Ucraina, tanto è sicuro che la Russia li fa fuori in quattro e quattr’otto e che non possono farle danno.
          ma arriveranno fra mesi, e intanto l’Ucraina è palesemente in ginocchio, mentre un mese fa ce lo raccontavano della Russia.

          sento anche che invitano Zelensky a San Remo; non che la cosa mi interessi molto, ma forse gli faranno rifare lo sketch con cui divenne famoso alla tv ucraina, quello in cui suonava il pianoforte con l’uccello.

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          • Ah ah ecco a quello non ci avevo pensato, diavolo di Amadeus! 😂

            Orsini è attaccato da tutte le parti, destra e sinistra, perché dice queste cose fin dal primo momento. È uno studioso e descrive quello che vede , ma ovviamente non si può dire, se lo dici sei filoputiniano. Ha criticato ferocemente il governo Draghi, la Border Linen, e ora chiede che il governo Meloni si smarchi da questo delirio e si adoperi per qualche forma di mediazione: ma ovviamente, nel mondo a rovescio, il pazzo, l’ingenuo, è lui. Non perdo i suoi articoli del martedì sul Fatto, dove danno spazio anche a quei generali critici (mica pacifisti: sanno benissimo che vuol dire mettersi a fare la guerra alla Russia).
            Intanto, come ogni volta che si mandano o si annunciano armi, la Russia intensifica i bombardamenti: secondo le nostre “intelligence” dovevano aver finito i missili da un anno… Intanto sotto ci stanno gli ucraini, a questo punto non so se ci hanno preso gusto.
            Ma possibile […] quel cazzaro in maglietta verde?

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  2. Mauro ti capisco, le sensazioni che provi sono le stesse che provo anch’io, ci stanno facendo fare la fine delle rane bollite, un po’ piu’ caldo un po’ piu’ caldo e ci troveremo lessi. Di quello che pensa la gente non gliene frega niente a nessuno dei politici che dovrebbero fare i nostri interessi, forse troppa poca gente ormai pensa. Stanno portandoci sull’orlo dell’abisso confidando che l’unico che rimanga con i nervi saldi sia Putin, che dipingono dal primo giorno come un pazzo! Se non è follia questa…
    E per difendere chi? Un regime che non è certo migliore di quello russo, anzi!
    Chiediamoci pure: ma se al parlamento europeo si fatti corrompere dal Qatar, quanti si sono fatti corrompere per questioni ben più lucrose, come le armi, il gas e il petrolio? Perché si sono messi a spingere sull’invio dei Leopard, sperano davvero che la Russia possa essere sconfitta militarmente?
    Ancora ieri mi toccava sentire una delle baggianate di Severgnini: “se la Russia si ritira ci sarà la pace, se si ritira l’Ucraina non ci sarà più l’Ucraina”. Propaganda becera… che a questo punto per reazione mi porta a dire: ma c’è mai stata l’Ucraina? E comunque vada, ci sarà ancora? Io ne dubito.
    Un abbraccio di solidarietà!

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    • “ma c’è mai stata l’Ucraina?” ecco una bella domanda che fai.
      una volta dicevano che la storia era maestra di vita, poi ci si accontentava di dire che conoscere la storia aiutava a capire il presente. ora pare che non valgano più né la prima idea né la seconda.

      comunque, per quel che vale, nella storia quel territorio ha avuto una qualche forma di indipendenza tre volte soltanto:
      1) la prima, come Rus’ di Kiev, un regno durato circa dall’inizio del X alla fine del XII secolo (non abbiamo notizie molto precise su quelle zone in quel periodo): e, come dice il nome stesso, fu il nucleo dal quale si sviluppò storicamente la Russia; quindi non è appropriato parlare di Ucraina in quel periodo, dato che allora l’Ucraina di oggi era né più né meno che la sede della Russia nascente;
      2) la seconda come etmanato cosacco, durato circa un secolo dal 1649 al 1764, come stato vassallo della Russia, ma già nel 1667 tutti i territori a ovest del Dniepr, cioè la maggior parte dell’Ucraina attuale, vennero a far parte della Polonia; la parte residua, ad oriente del fiume, era comunque sottoposta al potere esercitato da un gruppo etnico particolare, quello appunto dei cosacchi, originariamente neppure slavo, ma tataro, anche se poi il nome passò genericamente anche alle popolazioni slave della zona, che colonizzarono anche altre zone vicine; neppure in questo caso si può parlare di Ucraina; in ogni caso l’etmanato fu abolito nel 1764 e la regione entrò a far parte della Russia a tutti gli effetti.
      3) la terza è la volta giusta: la storia dell’Ucraina come stato autonomo inizia soltanto nel 1917 con la sconfitta dell’impero russo nella prima guerra mondiale; dopo la prima rivoluzione di febbraio viene proclamata la Repubblica Popolare Ucraina, sotto la guida di Symon Petljura, alleata dei sovietici contro il governo provvisorio russo di Kerenskij; fu tuttavia aggredita dall’Armata Rossa, dopo la rivoluzione d’Ottobre e dunque si alleò con i tedeschi, che respinsero i bolscevichi dall’Ucraina e anche dalla Crimea, a inizio del 1918, ma poi con un colpo di stato in aprile sostituirono la Repubblica Popolare Ucraina con un rinato etmanato. questo firmò una pace con l’Unione Sovietica e promosse l’uso dell’ucraino come lingua, stampando milioni di libri, restituì ai latifondisti le terre confiscate dal governo di Petljura e provocò una guerra civile, con un governo rivoluzionario, il Direttorio, proclamato il 14 novembre 1918, che conquistò rapidamente Kiev, ma non evitò nuovi attacchi da parte della Russia sovietica.
      i tre anni di caos successivi vennero conclusi da una pace che nel 1921 assegnò alla Polonia i territori dell’Ucraina settentrionale; il resto del paese formò lo stato dell’Ucraina moderna, che nel 1922 entrò a far parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
      tutta la prima parte di queste vicende è descritta dal romanzo La guardia bianca di Bulgakov, ucraino di nascita, scrittore in lingua russa, dal punto di vista di un nazionalista russo anticomunista, ma nemico anche del nazionalismo ucraino.

      in sostanza dunque l’Ucraina esiste da un secolo; ma questo non basta certamente per negare che esista oggi, anche se la nozione di nazione ucraina è molto dubbia ancora e va sostanzialmente ancora costruita.
      l’origine ultima di questa guerra sta appunto nel tentativo di imporre questa nazionalità ucraina anche alla parte russa dello stato; gli accordi di Minsk del 2014, che prevedevano ampie forme di autonomia per le regioni di popolazione russa, per porre termine alla guerra civile, non sono stati applicati dal governo ucraino, e la guerra civile è continuata, con migliaia di morti già prima dell’intervento russo e dell’inizio di una guerra aperta fra Russia e nuova Ucraina anti-russa di Zelensky.

      allo stato attuale, gli esiti possibili di questa guerra, diventata oramai questione di vita o di morte non solo per l’Ucraina e la Russia, ma per l’Occidente e gli USA, sono la dissoluzione dell’Ucraina o quella della Russia.
      la seconda mi sembra molto difficile, non solo per il potenziale nucleare del paese, ma perché nessun altro paese del pianeta la vuole, tranne gli occidentali; e dunque questo sta diventando un confronto globale per difendere l’impero occidentale contro il multilateralismo. e certamente la Russia ricorrerebbe alle armi atomiche prima di essere distrutta.

      se la Russia invece dovesse vincere, sarebbe l’Ucraina ad essere spartita, come del resto da tradizione storica, e la parte del leone la farebbe la Polonia, che si riprendere il settentrione cattolico, ma con contentini anche a Slovacchia, Ungheria e Romania.
      ma anche questa seconda ipotesi mi sembra inverosimile.
      non dovrebbe esserci altra soluzione razionale che un compromesso diplomatico: un’Ucraina libera della minoranza russa e con una neutralità garantita dovrebbe sentirsi anche più forte e potrebbe perfino entrare nell’Unione Europea, pur senza far parte della NATO. e garantendo il suo disarmo (ma chi la vuole, a queste condizioni?).
      ma il buon senso sembra scomparso dai governi occidentali.

      non ci resta che sperare nella destra repubblicana isolazionista americana, pensa un po’, che metta un poco i bastoni nelle ruote a Biden e agli sporchi affari del figlio in quel paese; a questo siamo ridotti.
      quanto alla destra italiana, è fatta di servi, e si è allineata agli americani nel più succube dei modi.

      oh, scusa se mi sono sfogato, eh…

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